A Perugia, la natura morta contemporanea

A Perugia, la natura morta contemporanea

Fino al 19 settembre le gallerie dei Gerosolimitani di Perugia ospiteranno "L'urlo del silenzio. La natura morta contemporanea tra l'Italia e i Paesi Bassi". Una mostra particolare, perché ci fa conoscere degli artisti che si cimentano con un genere tanto antico nella storia dell'arte, uanto stravolto, profondamente cambiato.

Tutti hanno in mente qualche quadro di Caravaggio, o di Morandi, maestro nel genere; a quanto sembra, almeno per quel che riguarda l'olio su tela, le cose non sono cambiate tantissimo. Le 40 opere esposte, tutte appartenenti a pittori italiani e olandesi, riprendono i classici moduli e soggetti delle nature morte, ma senza dare quel tocco in più, quel riammodernamento che il genere dovrebbe subire (a mio parere).

Giorgio Salmoiraghi, Agostino Arrivabene, Gianluca Corona, Henk Helmantel, Maurizio Bottoni, Mark Lijftogt, Volkert Olij, Roberto Rampinelli, Jaap Roose ed Eric De Vree: questi sono gli artisti che si confrontano sul palco di Perugia. Opere senz'altro piacevoli, ma che peccano del "già detto e già visto". Oppure no?

A Perugia, la natura morta contemporanea

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