Arte araba. Da Christie's Dubai protagonisti artisti turchi ed iraniani

Cosa accade a livello di arte moderna e contemporanea nel mondo arabo?

Dopo aver ottenuto la prima licenza per aprire una casa d'aste in Cina e cominciare a vendere arte occidentale ai tanti milionari presenti nel paese, Christie's si riaffaccia nel medio-oriente per un'asta che celebra l'arte e la cultura araba. 195 opere sono le protagoniste di un'asta in pieno svolgimento, dal 24 ottobre al 11 novembre, presso il Jumeirah Emirates Towers Hotel di Dubai. Si tratta di pitture, opere di calligrafia, sculture e foto di Hossein Zenderoudi, Parvaneh Etemadi, Farhad Moshiri, Faramarz Pilaram, Abbas Kiarostami, Afshin Pirhashemi e Ali Shirazi.
A Dubai l'interesse verso l'arte è un trend in continua crescita, cinque o sei anni fa c'erano sette o otto gallerie, ora il numero è salito ad oltre cinquanta.
Protagonista indiscusso delle vendite un grande olio su tela del 1962 della Principessa Fahr El Nissa Zeid (1901-1991), discendente di un'importante famiglia di intellettuali ed artisti ottomani. Il quadro, che raffigura movimenti della vita vegetale a livello dell'atomo sarà battuto all'asta proprio domani, ad un prezzo base che oscilla fra i 3 e i 4 milioni di euro.
L'arte moderna in medio oriente comincia ad essere davvero un 'grosso affare', vista la scarsità delle opere, per la maggior parte in mano a collezionisti privati, musei e istituzioni.
Tra gli altri protagonisti della vendita ci sarà anche 4-5 pezzi di Paul Guiragossian. Il pezzo forte (stimato circa 700.000 euro) è un dipinto del 1988 che raffigura una serie di siloutte femminili addossate l'una all'altra. Nonostante i colori caldi il quadro trasmette sentimenti di sofferenza e miseria, anticipatrici del clima che condurrà di lì a poco alla guerra civile libanese.
Una delle sezioni forti dell'asta di domani è quella dedicata a 36 artisti iraniani contemporanei che presentano 40 opere d'arte. Tra questi spicca il nome di Parviz Tanavoli, un'enorme scultura con interventi calligrafici dal titolo Oh Persepolis II (la prima versione era stata battuta nel 2008 per 2,5 milioni di euro).

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