A New York si insegna agli artisti a fare soldi


Uno workshop per insegnare agli artisti a rendere economicamente più produttivo il loro lavoro? Avviene anche questo a New York, la capitale mondiale dell'arte contemporanea. Peter Cobb, avvocato e amministratore della New York Foundation for the Arts, che gestisce il programma, è convinto di poter aiutare gli artisti dal punto di vista della produzione oggettuale e dell'organizzazione delle public relations, ambito in cui a volte (e a ragione) il genio creativo latita.

Tra i partecipanti c'è uno come Paul Barman, che vuole sviluppare la sua idea di Audioketubah, oggetti reinventati dalla tradizione ebraica a forma di rotolo, manoscritti e sonori, da regalare per un matrimonio. Juan Hinojosa invece realizza collage a partire da materiali trovati, come biglietti della Metro e involucri alimentari.

Come dice Seth W. Pinsky, presidente dell'Agenzia per lo Sviluppo Economico di New York: “la città attira persone molto creative che hanno idee incredibili, ma non sempre sanno come trasformarle in avventure economicamente sostenibili". La sua agenzia sta spendendo 50 mila dollari su questo programma, perché “il costo di alloggi, studi e atelier è molto alto e non vogliamo che gli artisti lascino la città”.

D'altronde nella grande mela la cultura è un magnete per il turismo e una delle principali ragioni per cui le persone vogliono vivere qui. Ergo, la nascita di due corsi finanziati dalla città e pensati per aiutare gli artisti aiutarsi.

Image via Flickr by jerryfergusonphotography

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