La natura cristallizzata del designer giapponese Tokujin Yoshioka in mostra a Tokyo

Tokujin Yoshioka, è artista e designer con la passione per la luce. Il Museo d'Arte Contemporanea di Tokyo, gli dedica la retrospettiva Crystallize che fa emergere la capacità visionaria del designer giapponese, capace di sperimentare nuovi materiali e mettere in scena la natura. Si comprenderà l'evoluzione creativa di uno dei personaggi giapponesi più influenti sulla scena contemporanea in mostra fino al 19 Gennaio 2014.

Più luce di così non si può. L'atrio centrale del museo di Tokyo accoglie il visitatore con l'installazione "Arcobaleno Chiesa": due pareti di 12 metri d'altezza vicine quanto basta da lasciare un passaggio. Attraversandolo non si potrà che rimanere colpiti dalle luci dei 500 prismi di cristallo convertiti in arcobaleno. L'ispirazione è arrivata per Yoshioka in seguito alla visita nella cappella Rosaire progettata da Henri Matisse, e dalle immagini caleidoscopiche delle vetrate illuminate che si rifrangevano sul pavimento.

Per il visitatore l'opera è un'esperienza che coinvolge tutti i sensi come tutte le opere e le installazioni in mostra. Con Yoshioka ad essere esaltata è la bellezza che deriva dall'energia dei processi naturali, in questo caso quelli morfogenetici da cui si formano i cristalli di neve. A volte crea il processo in spazi ristretti come quelli di un quadro, altre volte in spazi reali come quelli del museo attraverso una sostanza liquida che produce e fa crescere i cristalli intorno ai visitatori, spesso al ritmo di musica come per l'opera Lago dei Cigni. Un'esperienza quasi mistica per il visitatore avvolto da un'atmosfera surreale e pura.

Tokujin Yoshioka è nato a Saga, in Giappone nel 1967. Dopo il diploma di scuola Kuwasawa Design di Tokyo, ha studiato design sotto Shiro Kuramata (1987-1988) e Issey Miyake (1988-1992) e ha fondato il Tokujin Yoshioka ufficio di progettazione nel 2000.E 'stato inoltre progettato gli interni del deposito per marchi come Issey Miyake, Swarovski, Hermès e BMW.

Foto| Museo d'Arte Contemporanea Tokyo

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