Reportage da un weekend milanese. Performance di fine anno all'accademia di Brera


Lo scorso weeckend lo passo a Milano, un weekend lungo in cui il sole e la pioggia si alternano schizzofrenici.

Questa Milano mi riserve diverse sorprese. La più bella e inaspettata è la storica Accademia di Brera. Lo confesso: non ci ero mai passata e a tutti i lettori che capitassero a Milano consiglio di farlo. L'edificio, con i suoi soffitti altissimi, le mura scrostate, i rumori e gli odori dei tanti laboratori in cui gli studenti si cimentano fra sculture, legno, plastiche, colori e marmi, è semplicemente meraviglioso. Vi sorprenderete, camminandoci, a imbattervi in opere non finite disseminate nei corridoi, potrete prendere un caffè nel bar, scoprire la piazza interna con la sua altissima magnolia, visitare la Pinacoteca (cosa che indiligentemente non ho fatto) che generalmente ospita mostre di rilievo. O imbattervi in performance e spettacoli dal vivo come è successo a me, complice il fermento di fine anno, la creatività degli studenti e il benestare dei professori. Camminando per il corridoio principale sono infatti stata attirata dalle note si un concerto live provenienti da un'aula aperta e gremita di gente. L'aula, un bellissimo laboratorio munito di diverse apparecchiature e si un piano rialzato, ospitava una bella perfromance jazz, blues, rock allestita sul momento con tutte le attrezzature (mixer, microfoni, piatti e così via).

Ci sono rimasta una mezz'oretta godendomi le facce allegre degli studenti e il viavai sulla porta di curiosi, e ho scattato le foto che vedete in galleria.

Performance musicale all\'Accademia di Brera











Ma il mio viaggio non era finito. Mi sono infatti imbattuta in altre due performance, organizzate dal gruppo ParticolAzioni e Aut Art: progetti decisamente strutturate e interessanti che vi esporrò nei prossimi post.

Sempre più convinta: a tutti gli appassionati d'arte, visitate le accedemi delle vostre città. Sono posti sorprendenti.

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