Picasso, Matisse, Chagall, ritrovate 1500 opere sequestrate dai nazisti

Storico ritrovamento di opere d’arte in un appartamento di Monaco di Baviera. Il proprietario Cornelisu Gurlitt custodiva opere per un valore di un miliardo di euro

Che i nazisti avessero sequestrato centinaia di quadri nelle loro razzie in giro per l’Europa era noto a tutti, meno noto era dove questi quadri si nascondessero. Dalla Germania arriva la clamorosa notizia del ritrovamento in un appartamento di Monaco di Baviera di 1500 opere confiscate dal Terzo Reich e ritenute perse per sempre.

È un vero e proprio museo quello riemerso tanto che, secondo le anticipazioni del settimanale Focus, il valore stimato dei capolavori si aggirerebbe intorno al miliardo di euro. I nomi presenti nella collezione rappresentano una parte importante nella storia dell’arte del novecento: i più noti sono quelli di Pablo Picasso, Henri Matisse, Marc Chagall, Oscar Kokoschka, Franz Marc, Max Beckmann, Emil Nolde e Paul Klee.

Sembra che Cornelius Gurlitt, proprietario dell’appartamento e figlio di Hildebrand Gurlitt, sia vissuto finora dei proventi della vendita di alcuni quadri rimasti nascosti per circa sette decenni.

La confisca delle opere d’arte è avvenuto nella primavera 2011, ma la notizia – per non compromettere le indagini – è trapelata solo ora.

Fra le opere d’arte ve ne sono 300 rubricate dai nazisti come “degenerate” e confiscate ai collezionisti ebrei negli anni della dittatura. Cornelius Gurlitt ha custodito questo segreto per decenni, centellinando le vendite in modo da non destare sospetti. Ma nel 2011, al ritorno da un viaggio in Svizzera, Gurlitt è stato trovato con un ingente somma di denaro addosso e su questa pista la polizia ha fatto partire un’indagine che ha condotto alla perquisizione a casa del sospettato. Due anni e mezzo fa la perquisizione e il sequestro delle opere attualmente conservato in un edificio segreto della dogana bavarese, nella zona di Garching, presso Monaco. Tele pronte per tornare a essere ammirate nei musei di tutto il mondo.

Foto © Getty Images

 

 

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