Libri d'arte: "Andy Warhol" di Arthur C. Danto

\"Andy Warhol\" di Arthur C. Danto Perché un altro (l'ennesimo) libro su Andy Warhol? Per motivi diversi: innanzitutto perché volenti o nolenti Warhol è un'icona, e come tale è oggetto di continue attenzioni; e poi perché a scrivere questo nuovo libro (Einaudi, 149 pagine, 18,50 euro) è Arthur C. Danto, filosofo e critico d'arte tra i più validi.

E lo fa attraverso l'unione tra biografia, estetica, e sociologia (o meglio, critica culturale). Danto ripercorre la vita e le opere di Warhol quasi perseguitato da un tormento: con le sue scatole Campbell, Warhol ci ha costretto a chiederci che differenza c'è tra due oggetti identici, uno dei quali è arte e l'altro no. Come poter rispondere a questo dilemma?

Ciò che colpisce del saggio di Danto è che, attraverso l'analisi delle opere di Warhol, giunge ben oltre all'indagine estetica, ragionando sulle conseguenze filosofiche e sociali della sua arte, tra le più conosciute anche dai non addetti ai lavori.

Un libro sicuramente da leggere con calma e da meditare, e che crea un filo di continuità con l'arte di oggi: belle le pagine dedicate agli influssi di Warhol su Jeff Koons. Un libro che sicuramente andrà a costituire un tassello indispensabile degli studi dedicati alla pop art.

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