Reportage dall'inaugurazione di Parco Nomade, il nuovo progetto della Fondazione Volume!

Parco Nomade

Sulle tracce di Corviale, ve ne parlavo qualche post fa, mercoledì scorso 23 giugno mi ritrovo all'inaugurazione di Parco Nomade dell'Arte e dell'Architettura, il nuovo progetto della Fondazione Volume!. Un posto inaspettato nella prima periferia della città, completamente immerso nel verde: sorprese che la particolare conformazione di Roma rende possibili.

Il Parco nasce su via Pisana, nel territorio periferico di Corviale (a pochi minuti di macchina), nella riserva naturale della Tenuta dei Massimi: circa 40 ettari di terreno su cui è stato cotruito un piccolo casale ad ospitare conferenze e mostre. Ma il cuore del Progetto Parco Nomade saranno delle costruzioni modulari, dei container mobili nei quali artisti e architetti saranno chiamati a realizzare opere atte a creare un inedito territorio urbano nell'isolamento della zona e, naturalmente, a muoversi..

La progettazione architettonica è stata affidata Joao Nunes (Studio Proap), architetto paesaggista internazionalmente riconosciuto, il quale ha legato lo sviluppo del parco al catattere agricolo del territorio: una serie di passerelle srotolabili, anch'esse "nomadi" ovvero trasportabili in altri contesti (città, musei, istituzioni etc) segneranno i percorsi temporane disegnando scenari sempre nuovi nell'area del parco.

Inaugurazione Parco Nomade









Presenti all'inaugurazione, l'ass. alla uìcultura del Comune di Roma U. Croppi, Gianni Paris (pres. XV municipio), Achille Bonito Olina (curatore del progetto), Vincenzo Giorgi (dir. dei Lavori), Francesco Nucci, (pres. Fondazione Volume!), Claudio Presta (Ordine degli Architetti), Aurelio Merlo (EMEFIN) e Pino Galeota (progetto Cordiale Domani - distretto d'arte, cultura e sport).

Arrivo giusto in tempo per ascoltare la dissertazione di Bonito Oliva, che lancia lo slogan "Corviale cordiale" ponendo all'attenzione del pubblico come il parco non sia un'operazione di land art ma il tentativo di un'arte che si integra alla natura e alla città, e dell'architetto Nunes che racconta come il progetto si sia evoluto.

Francamente il posto è magnifico: ho goduto di profumi di erba appena tagliata e di paesaggi campestri (alle mie spalle l'insegna di un supermetato a ricordarmi che ero in città) e curiosata nel casale dove era allestita una mostra fotografica creata su un'anima di ferro battuto (grate di ferro che riconosco come materiale edile da cotruzione: l'effetto è molto bello). Anche l'idea delle costruzioni modulari e di questo nomadismo artistico urbano che incrocia artisti e architetti la trovo azzeccata: terrò d'occhio i lavori del Parco e la sua evoluzione, anche in relazione alla popolazione del Corviale.

Lo frequanteranno? in che modo i due luoghi riusciranno a comunicare? sulla base di quale progettualità? Sono interrogativi senz'altro interessanti che riguardano questo progetto.

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