Cambrinsky a Brera. Fotoromanzo precario


Ultimo racconto di questa domenica - come ultima tappa del mio viaggio all'accademia - riguarda un fotoromanzo precario.

"Cambrinsky a Brera" è un progetto a cura del collettivo AutArt frutto del laboratorio di autoformazione “Industria creativa” che si è svolto a Brera durante l’anno accademico 2009/2010. Per realizzarlo il collettivo ha sviluppato un laboratorio di indagine con l’aiuto del collettivo Chainworkers e della rete UniversiPrecari: un percorso in cui studenti e giovanissimi lavoratori hanno raccontato la loro esperienza in ambito accademico. Autart rispolvera da tempi passati (ma neanche lontani) un genere che negli anni '70 ha fatto scuola: il fotoromanzo, genere che trovo francamente delizioso quanto efficace. Il risultato è una striscia di scatti, scene e stralci di vita a cavallo fra l'università, i primi approcci al mondo del lavoro, il rapporto con i docenti. Episodi che con l'ironia raccontano ed elaborano l'immaginario in cui siamo immersi.

L'esposizione, di cui trovate traccia nella gallery, ha avuto luogo nella chiesa sconsacrata di S. Carpoforo il 18 giugno scorso: grandi pannelli stampati su compensasto e vetro, disposti in orizzontale. Ma, grazie alla messa in condivisione delle molteplici competenze del gruppo, accanto alle foto sono stati sviluppati video, performance e testi: spero presto di vedere tutto il materiale online (specialmente il making off) e di parlare più approfonditamente del progetto.

Cambrinsky a Brera. Fotoromanzo precario - S. Carpoforo











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