Street art. Intervista a Paolo Casalis

Stencil-affresco di Paolo Casalis

Questa è la prima intervista che proponiamo in fatto di street art. Paolo Casalis l'ho scoperto un pò di tempo fa, per via dello stencil DeadMan. Poi mi è rimasta la curiosità di conoscerlo brevemente, perché è anche architetto e net artist. E' interessante notare l'evoluzione dell'arte di strada che si sta verificando negli ultimi tempi. E a proposito di contaminazioni e fusioni, Paolo sta lavorando ad una nuova tecnica mista, affresco+stencil. Ci parla di questo e di altre progetti.

Presentati al nostro pubblico e descrivici la tua arte?

Che dire, mi piace tutto ciò che è creativo, inteso sia dal punto di vista cerebrale (quindi fantasioso, originale, fuori dagli schemi) che dal punto di vista materiale (creatività come fare, produrre qualcosa di concreto, sporcarsi..costruire..). Sono architetto, grafico, designer e pittore scultore media-artist ecc ecc... ovviamente questa a-specializzazione, ne sono perfettamente consapevole, alla fine diventa un grande limite...so fare tutto e non so fare niente..

Ti senti più architetto o artista, come pensi di essere evoluto nel tempo?

Beh...è difficile per un "giovane" sentirsi architetto, credimi...l'architettura è qualcosa di difficilissimo da fare..il 99% o più delle costruzioni è in realtà pura edilizia, qualcosa di completamente estraneo all'arte. Comunque..la seconda che hai detto..

A quale progetto stai lavorando ora e quale tecnica utilizzi?

Al momento sto lavorando a degli affreschi (Binnu vs Paolo). E' una tecnica molto difficile ma anche molto affascinante, con cui si possono produrre delle immagini particolarmente "forti". Ho sviluppato la tecnica con un amico architetto, Federico Bertoli, partendo dall'idea di fare degli stencil. Le due tecniche sono apparentemente lontanissime, in realtà molto simili: in entrambe, è necessaria una grande rapidità di esecuzione, in entrambe l'immagine va ridotta all'essenziale, non si può concedere troppo spazio ai fronzoli e ai dettagli. E poi mi piace il contrasto che si viene a creare tra soggetto rappresentato (contemporaneo) e tecnica di rappresentazione (millenaria).

Nel frattempo ho realizzato un "progetto" di net-art, chiamato "I don't work since..." (in italiano "Non sto lavorando da...". Si tratta di uno screensaver per lavoratori precari, un "social game" (sul tipo di quelli realizzati da Molleindustria) con l'obbiettivo di fare allo stesso tempo sorridere e riflettere. Di recente, il progetto è stato segnalato sul sito di Liberation.

Uno street artist e un architetto che invidi?

Beh...molto banalmente, invidio Banksy, ma non per la fama o la ricchezza, ma per aver fatto tutto ciò che ha fatto....E poi...in una città ingessata e "borghese" come Londra, pensare quanto è riuscito a produrre è veramente sorprendente! Un architetto che invidio...Frank Gehry..per l'enorme libertà creativa che si è saputo guadagnare...ma ci ha messo settant'anni!!

Un luogo dove vorresti essere?

Berlino o Lubiana, le città culturalmente più vive che abbia visto.

Cosa stai leggendo al momento?

Dave Eggers, L'opera struggente di un formidabile genio.

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