Wolfgang Tillmans: fotografie di un artista enigmatico

Wolfgang Tillmans

Non capisco Wolfgang Tillmans. Incomprensione confermata dopo aver visto l'ultima omonima mostra alla Serpentine Gallery di Londra. Una retrospettiva autobiografica, che raccoglie vent'anni di lavori. Solo lo spazio vale la mostra (con lavori in corso in esterni, per il pavillion di imminente apertura), ma di per sé per me l'artista (e il lavoro che produce), rimane enigmatico.

Considerato un innovatore, Tillmans ama rompere gli schemi e le regole, e la mostra riflette questo processo lavorativo. Si passa da fotografie che sembrano amatoriali (scatti ad amici e parenti), a grandi immagini dai colori perfetti. Si passa dal figurato, anche sgranato, alle forme astratte, perfette e sofisticate (che si ricollegano alla pittura di Cy Twombly, e queste sì sono davvero belle). Si passa da immagini appese senza cornice con un pezzo di nastro ad altre incorniciate in modo tradizionale (le immagini sono state appese dall'artista stesso).

Ma le sue fotografie, risultato di ricerche complesse, hanno riferimenti che sono difficili da intuire. E anche se la sensazione corrisponde all'intenzione, rimangono aperte le questioni del significato. Tipo le immagini della serie Lighter (2007/2010), presenti anche all'ultima Biennale. Sembrano banali, e Tillmans le ha pensate provocatoriamente proprio così, poco interessanti.

Questa mostra, che sta avendo molto successo di pubblico, viene considerata da più di un critico, come uno degli appuntamenti da non perdere questa estate a Londra. Per dire come le cose vengono percepite e lette in modo diverso.

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