Beni culturali e conflitti armati al CNR di Roma

Panoramica di conflitti armati, catastrofi naturali e disastri ambientali e dei danni che infliggono alle bellezze artistiche del globo.

Cosa succede ai siti archeologici, alle basiliche, alle moschee, alle sinagoghe, ai templi e ai vari luoghi di culto di interesse artistico che hanno la sventura di subire insieme alle popolazioni gli effetti e per mano umana, gli effetti nefasti delle guerre, degli atti di terrorismo, delle politiche di genocidio, delle attività di criminalità organizzata, ma anche quelli di catastrofi naturali e disastri ambientali? Nella migliore delle ipotesi l'abbandono e il rischio dell'oblio, nella peggiore la distruzione, eventi estremi prima dei quali giacono tutta una serie di situazioni intermedie delle quali si discuterà in occasione del Convegno "Beni culturali e conflitti armati", che si svolgerà domani, venerdì 15 novembre 2013, presso il CNR di Roma.
Un occasione per commemorare il compianto assiriologo Giovanni Pettinato, e portare un occhio particolare all'UNESCO e al suo costante impegno per i beni culturali, confermato anche dall'aggirnamento della lista dei patrimoni in pericolo, della quale vi abbiamo parlato di recente riguardo al preoccupante stato di alcuni siti siriani, l'evento si dipanerà lungo tutta la giornata dai saluti delle autorità alle 9.30 all'ultimo intervento, che sarà tenuto dal Ministro dei Beni e delle attività culturali Massimo Bray a partire dalle 18.40, dopo le conclusioni precedute dalla discussione e consegna del codice all’UNESCO.
Nel comitato d'onore altri volti noti della politica chiamati in causa dalla loro posizione, come il Sen. Pietro Grasso, Presidente del Senato, il Sen. Mario Mauro, Ministro della Difesa, il Prof. Lorenzo Ornaghi, già alla guida del dicastero per i Beni e le attività Culturali, elementi che richiamano la fondamentale importanza dell'impegno della collettività sul fronte della preservazione culturale insita nel più profondo dei nostri ordinamenti repubblicani:

La Repubblica Italiana, recita il 2 comma dell’art. 9 della Costituzione, tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico.
Se le origini di tale protezione vengono fatti risalire agli Stati preunitari, il loro programmatico compimento prenderà avvio ad Unità ormai avvenuta e a seguito di una maturata convinzione delle necessità e di una appurata presa di coscienza (ancora prima che di definita conoscenza) del patrimonio storico, artistico e naturalistico della Nazione che condurrà alla prima – seppur timida e frammentaria - normativa nazionale promulgata nel 1902.



Beni culturali e conflitti armati
Venerdì 15 novembre 2013
ore 9,30 -19,00
presso il Consiglio Nazionale delle Ricerca
Aula Marconi
P.le Aldo Moro, 7
00185 Roma

Via | cnr.it/eventi

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