I giochi di Artsblog: l'opera misteriosa #9

Oggi, per i Giochi di Artsblog, abbiamo a che fare con un artista poco conosciuto, il cui lavoro però è stato sicuramente importante e rivoluzionario. Questo personaggio cercò di sfidare il mercato dell'arte, realizzando...

Visto che la risposta è stata indovinata...ecco il prosieguo della storia. Pinot Gallizio cercò di scardinare quelli che erano i tradizionali attributi dell’opera d’arte, attraverso l’esperimento della ‘pittura industriale’. Gallizio voleva produrre arte per il popolo - da distribuire a prezzi contenuti, coprendo giusto i costi di realizzazione- e ideò dei rotoli di tela dipinti tramite procedimenti meccanici, da vendere a metri. L’operazione mirava a rendere esplicita la critica nei confronti dell’oggetto d’arte, impoverito e banalizzato all’interno dei regimi di comunicazione imposti negli scambi commerciali, e fu recepita positivamente all’interno del movimento situazionista.

Si trattava di contrapporre ad una relazione basata sul valore economico del bene, un’altra relazione, basata sulla generosità, sulla reciprocità e lo scambio. Una produzione quantitativamente illimitata avrebbe dovuto minare le basi del mercato, basato sull’unicità dell’opera o comunque sull’esistenza di un numero limitato di copie di essa. In realtà i mercanti non si fecero sfuggire l’occasione di potersi accaparrare opere a prezzi così ridotti, annusando la possibilità di poter realizzare in seguito grandi guadagni. Gallizio arrivò a rivestire interi ambienti con la tecnica industriale, ma la forza prorompente della sua idea finì per rivolgerglisi contro, al punto che fu espulso dall’ Internazionale Situazionista, anche in seguito all’epurazione dell’ala artistica da parte di quella teorica, che aspirava a fare del gruppo una formazione puramente politica.

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