Close Examination, alla National Gallery, come la scienza aiuta a scoprire i dipinti falsi

Il ritratto di Alexander Mornauer, prima e dopo il restauro - circa 1464-1488

Era già stata anticipata in un precedente post come mostra unica nel suo genere, e dopo aver fatto visita, confermo le previsioni.

Ha aperto da un paio di giorni, ma Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries è la mostra della National Gallery, di cui tutti parlano in questi giorni a Londra. Non tanto per la qualità delle opere, ma proprio per l'originalità tematica proposta. Una visione che mette in evidenza il lavoro che gli studiosi e gli esperti devono mettere in pratica quando valutano un dipinto (passo richiesto da musei, gallerie e privati quando vogliono comprare un dipinto, o rivalutarlo o quando vengono compiuti studi di ricerca). E il lavoro degli esperti diventa fondamentale quando c'è poca documentazione storica. Quando ad esempio un quadro appare all'improvviso, dopo essere stato dato per disperso. L'esperienza degli studiosi è stata affiancata nel tempo da metodi scientifici, che pur non essendo perfetti aiutano. Ma due cose vengono messe in evidenza nell'esposizione, e cioè che l'occhio umano, quello degli esperti, si è quasi sempre rivelato efficiente, anche in assenza di aiuti scientifici, e b) il limite di questi ultimi. Che tradotto vuol dire: ancora dubbi su alcuni lavori.

Lungo il percorso le varie opere sono accompagnate da spiegazione, e ciascuna stanza è tematica. Dalle opere false, la cui scoperta è stata confermata solo in tempi recenti (errore in cui è caduta anche la National Gallery con Giorgione), a quelle che al contrario si sono rivelate autentiche. In alcuni casi invece, non si parla di falsi, ma di opere eseguite da più artisti nel tempo, o fatte da scolari, o modificate per rispecchiare di più le mode e i gusti del tempo o ancora per ripensamenti dell'autore.

Un esempio è il dipinto del post, il ritratto di Alexander Mornauer. Datato 1464–88 per opera di un anonimo, è stato modificato nel XVIII secolo. Ricerche scientifiche hanno dimostrato quanto già gli esperti avevano notato, anomalie nel colore. Al dipinto originale, era stato infatti aggiunto uno sfondo blu ed era stato modificato il cappello, per rendere il dipinto più simile allo stile del pittore Holbein, molto in voga nel Settecento.

E di esempi simili ce ne sono diversi. Fino al 12 settembre.

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