Fra antropologia e artigianato, intervista a Clizia Ornato


La abbiamo conosciuta solo pochi giorni fa e subito Clizia Ornato risponde a una nostra intervista: la ritraiamo attraverso il suo showroom di Bologna (foto in alto).

Incuriosita dal suo modo di operare le ho infatti rivolto qualche domanda per copire come nascessero le sue produzioni e cosa intendesse parlando di oggetti che diventano storie da raccontare.

Clizia ci spiaga tutto questo, parlando con evidente passione dei materiali che modella e regalandoci un piccolo scorcio di viaggio condensato, come abbiamo visto nel precedente articolo, nella collezione "Letters from Japan

Buona lettura.

- Clizia Ornato. dagli studi antropologici alla creazione di monili. Ci racconta il suo percorso?

L'antropologia ha per me il fascino della scoperta perchè supera le barriere culturali valorizzando le diversità che caratterizzano i più complessi modi di vivere e di relazionarsi. I monili sono un aspetto molto interessante di questo percorso perchè spesso legati alle azioni performative che forgiano l'identità di un singolo, del gruppo e dei rapporti fra le parti. Ogni ornamento racchiude un valore prestabilito a seconda del suo contesto: le mie collezioni coniugano la tradizione del made in Italy ad elementi innovativi provenienti da lontano, l'aspetto antropologico si trova nelle sovrapposizioni culturali e negli inediti métissages creativi di stili, forme e colori.

- Il viaggio come scoperta, biografia e incontro: sul suobsito, definisce le sue creazioni "racconti di viaggio da indossare". Ci descrive il processo con cui nascono i suoi gioielli e il senso della definizione?

Le collezioni nascono dai ricordi di viaggio più vivi, da suggestioni cromatiche, musicali, da incontri anche
materici. La scelta dei materiali infatti cade proprio su particolari "objets trouvés" che incarnano l'essenza di un luogo anche per chi in quel luogo non è mai stato. Il viaggio può avvenire anche ad occhi aperti e questi gioielli sono dedicati a chi ama indossare pezzi unici cheinducono a spaziare nella memoria e nella fantasia, guidati da oggetti sognati e poi ritrovati.

- Fra racconto provato e identità collettiva: quanto di biografico c'è in un suo gioiello?

Nella creazione stessa di ogni gioiello c'è tanto di biografico e tanto di collettivo: ogni monile prima di
esistere era solo un pensiero nella mia mente, un pensiero che ha preso forma direttamente nelle mie mani per essere destinato ad altre persone.

- Tecniche e materiali: quali sono le tecniche e i materiali che predilige?

Le tecniche sono spesso suggerite dalle esigenze dettate dai materiali stessi. Amo l'argento per le sue potenzialità e perchè riflette il colore della luna, amo la delicatezza e la forza della carta nell'imprimersi di emozioni da restituire, la morbidezza dei pellami per la loro adattabilità e resistenza, la trama dei tessuti per i
legami che intrecci e fantasie racchiudono.

- Ultima domanda: storia. Ci racconta un frammento di storia legato ad una delle sue creazioni?

2001: rientrata da un viaggio ricevo una busta proveniente dal Giappone con il francobollo più elegante che avessi mai visto, raffigurava delle gru che avevano appena fatto il mio stesso percorso, volando per portarmi parole da lontano. Volevo portare con me quel dettaglio per continuarne la storia, fissare un ricordo e accorciare le distanze: lo trasformai in un bracciale, il primo della collezione Kimono Letters from Japan.

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