Un saluto a Carlo Aymonino

carlo aymonino

All'età di 84, dopo una lunga malattia, si è spento a Roma la notte del 4 luglio Carlo Aymonino. Nipote di Marcello Piacentini, fra i massimi esponenti del''urbanistica e architettura del Ventennio, Aymonino è stato rettore dell'Istituto di Architettura di Venezia (oggi IUAV), docente presso La Sapienza e e assessore per gli interventi sul Centro Storico del Comune di Roma dall''81 all''85.

Architetto e urbanista nato nel 1926, ripercorrere la sua vita signifiva ripercorrere la storia dell'architettura italiana dal dopo-guerra ai nostri giorni. Appena laureato, tra il 1949 3 il 1954 lavora insieme a Mario Ridolfi e Ludovico Quaroni per costruire il complesso INA-casa a Roma in via Tiburtina, un esempio di architettura neo-realista. Seguono nel 1955 il complesso "Spine Bianche" a Matera e nel 1957 il "Tratturo dei Preti" a Foggia. Ma è fra il 1967 e il 1970 che, insieme ad Aldo Rossi, lascerà quello che è forse ricordato come il suo capolavoro: il "Gallaratese", un intero quartiere realizzat alle porte di Milano. Uno degli ultimi lavori che porta la sua firma è invece il progetto della sala che ospita la statua del Marco Aurelio ai Musei Capitolini. Non mi dilungo oltre sulla produzione di Aymonino per parlare delle sue effervescenti attività editoriali. Collaboratore de "Il contemporaneo" e "Casabella", nel 1973 Aymonino pubblica "L'Abitazione Razionale: Atti de Congressi CIAM 1929-30", uno dei capisaldi del Neo-Razionalismo e del Nuovo Movimento Urbanista, catalogando e analizzando.

Nel 2008 a Città del Messico ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Carlo Aymonino. Nel corpo i segni della malattia che non gli impedivano di continuare a vivere fra Roma e Venezia e di dimostrare una vitalità sorprendente. Nel mio ricordo rimangono le sue sue battute, l'informalità e il rammarico di non avergli fatto un'intervista a lungo rimandata.

A Carlo Aymonino e a Franco Avicolli, suo grande amico grazie al quale questo incontro è stato possibile.

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