Walls of fame, a Milano la street art col beneplacito del Comune




Walls of Fame
, questo il titolo del progetto ideato dal Comune di Milano per individuare spazi da assegnare agli street artist (ve ne avevamo parlato qui). Gli assessorati coinvolti sono quello alla Cultura (Finazzer Flory) e quello all'Arredo Urbano (Cadeo), coordinati da Gisella Borioli di Superstudio Più, figura proveniente dal settore privato e, secondo alcuni, non adatta a gestire un progetto di arte pubblica.

Nel frattempo, nel mentre gli artisti stanno decidendo se partecipare o meno, se prestarsi o meno ad un'operazione che molti hanno definito un semplice 'contentino', la Amsa ha scelto le location più adatte. Saranno mura già degradate, come quelle del campo nomadi di via Triboniano (nella foto), il sottopasso di via Sapri, viale Cassala, viale Monza, il Cavalcavia Bacula, via Monte Ceneri, la stazione Lambrate, via Palmanova e via Ludovico il Moro.

Una targa assicurerà la paternità dell'opera e gli artisti selezionati dovranno garantire anche la manutenzione dei loro lavori, che proprio in questi giorni stanno prendendo vita. Pao e Ozmo sono al lavoro.

Al di là delle voci polemiche e di quelle autocelebrative, l'idea di base del progetto è 'Una città che vorrei'... ma, mi chiedo, all'interno di questa riflessione non sono state in nessun modo coinvolte le comunità di abitanti che i quartieri li abitano?

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