Street art, in prescrizione il reato di Bros


Ultimo atto, ieri pomeriggio, del processo contro Daniele Nicolosi, in arte Bros. L'accusa che gli rivolgeva il Comune di Milano con una forte azione legale, era di deturpare proprietà pubblica. Bros si è difeso sostenendo che la sua è arte e non vandalismo, ma, alla fine, è stato assolto per un cavillo. Il suo team di difesa chiedeva una piena assoluzione, mentre Il Vice Sindaco Riccardo De Corato ha dichiarato che: "il signor Bros, un'esponente della cosiddetta street art, è stato fortunato".

L'artista era stato accusato per due casi. Il giudice ha stabilito che, in un caso, la prescrizione era scaduta, mentre negli altri, la diffida di azione legale non era stata ricevuta. Adesso le autorità potrebbero ricorrere in appello, ma sembra che non lo faranno.

De Corato, che in precedenti processi era riuscito a far condannare gli street artist, continuerà a distribuire videocamere per la sua battaglia contro il graffito illegale. Appoggiato dalle recenti inasprite sanzioni del governo di centro-destra, che prevedono multe fino a 10.000 euro e una condanna fino a due anni di carcere - per chiunque venga trovato a deturpare proprietà pubblica o privata.

Solo il Comune di Milano ha attivato sanzioni contro più di 70 writers e con cinque si trova a processo. Le spese della battaglia contro i graffiti sono ingentissime (molte di più di quelle tirate fuori per Walls of Fame), tra pulizia dei muri e “diaria” per la squadra speciale anti-graffiti, composta da 18 ufficiali in borghese il cui compito è di seguire gli artisti in erba.

  • shares
  • Mail