Da Antony Gormley a Mark Alexander, l'arte contemporanea entra nella cattedrale di St Paul

Flare II - Antony Gormley - St Paul's Cathedral Arts

Il decano della cattedrale di St. Paul, forse preoccupato da un calo di visite alla chiesa (senza dimenticare quello più complesso di natura spirituale), ha avviato un programma che unisce arte e fede, il St Paul’s Cathedral Arts Project.

Il progetto consiste nel commissionare nuove opere di arte contemporanea, che vengono poi inserite all'interno della cattedrale. I lavori non devono necessariamente essere a carattere religioso, come dimostra Flare II l'installazione di Antony Gormley attualmente in mostra fino alla fine del 2010.

L'opera, una spirale che sembra sospesa nel nulla e discende dal soffitto, è stata studiata per confrontarsi con la scalinata geometrica costruita da Wren. Un complesso gioco di proporzioni, tra arte antica e moderna.

Recentemente sono stati inseriti due lavori dell'artista inglese Mark Alexander, Red Mannheim, questi a carattere invece più contemplativo, visibili nel periodo estivo.

Il progetto, che nel futuro vede protagonista anche Bill Viola, è un esperimento interessante che potrebbe riportare interesse in luoghi sacri storici, che in pochi anni hanno perso parte del loro fascino antico a vantaggio del contemporaneo. Perché se è vero che si viene attratti dall'opera nuova, è anche vero che parte del fascino sta in questa nuova e temporanea combinazione.

St Paul's Cathedral Arts
Flare II - Antony Gormley - St Paul's Cathedral Arts
Red Mannheim - Mark Alexander - St Paul's Cathedral Arts

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