Haunch Of Venison: i ready-made crochet di Joana Vasconelos

Piano Dentelle - 2008 - © Joana Vasconcelos 2010

Non sono riuscita ad ottenere immagini della mostra (Haunch of Venison deludente e assente devo dire, online e offline), ma l'esibizione di sculture crochet, maglia, stoffa e ceramica della portoghese Joana Vasconelos, merita la visita e quindi il post.

La Vasconelos non è la prima che utilizza strumenti tipicamente femminili e ready-made per realizzare opere d'arte, ma riesce lo stesso a distinguersi. Artista impegnata, identificata anche come femminista (nel 2005 il suo lampadario di tamponi, ha fatto parlare alla Biennale), nasconde sotto l'aspetto colorato e kitsch, concetti legati all'identità, alla razza, ai generi.

In I Will Survive, titolo della mostra, il ruolo ambiguo che ha assunto la natura viene analizzato attraverso oggetti di uso quotidiano, che rispecchiano la realtà della società dei consumi che viviamo. L'umanità (vista attraverso la donna) è una bambola di schiuma erotica, la flora è fatta di fiori di plastica, gli animali sono di ceramica, racchiusi in reti e trame di uncinetto e maglia.

Sotto l'aspetto visivo c'è qualcosa di poetico e romantico che fa però venire i brividi quando si trasforma in mostruoso. Ci sono figure di stoffa che sono ibridi di uomini e animali, di forme concrete e astratte. Alcune installazioni per forma e colore, mi hanno ricordato le opere murarie di molti artisti di strada.

C'è un piccolo giardino segreto, un labirinto di natura artificiale, da percorrere al buio, che è stato realizzato appositamente per la mostra. Oltre che emblema del mondo finto che viviamo, è un'idea divertente che rende protagonista attivo lo spettatore (e fa da passaggio da una sala all'altra).

Da non perdere, perché potrebbero passare inosservati, i cordoni nell'atrio. Non sono infatti i tipici cordoni di stoffa, sono trecce di capelli artificiali di vari colori (castano, biondo, rosso).

Fino al 25 settembre.

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