All'asta la collezione di Dennis Hopper


Dispiace un po', che a pochi mesi dalla morte di Dennis Hopper, i pezzi più importanti della sua collezione vengano messi all'asta (sarebbe stato meglio se il buon Dennis li avesse offerti a tutti in un pubblico museo). Una raccolta nata dalla frequentazione dell'attore-regista-pittore con i più grandi nomi dell'arte americana del dopoguerra (soprattutto pop art), che dovrebbe fruttare agli eredi circa 10 milioni di dollari.

Insieme all'attore Vincent Price, Hopper comprò per pochi soldi opere di artisti allora alle prime armi, come Warhol (si aggiudicò una delle prime versioni della Campbell Soup per soli 75 dollari), Basquiat, Claes Oldenburg, Julian Schnabel, Richard Prince, Wallace Berman e Bruce Connor, Donald Baechler, John Baldessari, Keith Haring, Kenny Scharf e Robert Rauschenberg.

Un po' a causa del suo forte individualismo, un po' perché conosceva gli artisti a cui comprava le opere, il suo collezionismo si concentrò sulle opere legate alla sua vita e al suo stile di vita. Pezzi forti dell'asta saranno dunque il Ritratto di Dennis Hopper di Warhol (1971, in polimeri sintetici e inchiostro serigrafico), stimato tra 800 mila e 1,2 milioni dollari, realizzato in tre versioni, blu, grigio e color crema. Poi un Untitled di Basquiat del 1987, stimato tra i 5 e i 7 milioni di dollari.

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