La "green-art" tra presente e futuro negli scatti di Francesco Minucci

Ieri ultimo giorno ad Officine fotografiche (Roma) per vedere la mostra di Francesco Minucci. Artsblog vi presenta questo giovane fotografo, perchè non è Green solo l'economia, ma anche l'arte.

Da qualche mese Roma è la protagonista del Festival Internazionale della Fotografia giunto alla XII edizione. L'evento realizzato in collaborazione con Legambiente e il Frantoio di Capalbio, fa già capire quanto ci si senta in dovere di puntare i riflettori su un nuovo modo di vivere l'arte, più vicino ai richiami del Pianeta-terra, dando la parola a giovani artisti. Per l'occasione Officine Fotografiche ha inaugurato il mese scorso la mostra Today-Tomorrow esponendo gli scatti di Francesco Minucci, fotografo di Grosseto, incentrati sul rapporto tra Uomo e Natura. La mostra si è conclusa ieri.

Rispondendo al tema proposto dal Festival: "Vacatio", il viaggio immaginario di Franscesco Minucci si è compiuto nel futuro, o meglio verso un futuro che possiamo riconoscere nel presente. I due momenti cronologici vanno quasi a sovrapporsi nella sua immaginazione, dandoci la sensazione di un imminente pericolo. Francesco Minucci (1974), nei dittici, non ci offre visioni apocalittiche, ma immortala una natura familiare a tutti, un bosco o una pineta, che proprio per la forte vicinanza all'essere umano è soggetta a drastici cambiamenti.
Cause ed effetti sono evocati da particolari semplici, come oggetti o animali che nel "futuro" diventano qualcos'altro, facendo slittare il significato dell'immagine.

Le fotografie nella loro semplicità danno spazio alla natura che fa da sfondo all'unico protagonista in primo piano: l'uomo. L'uomo dall'espressione da "unico sopravvissuto" appare ancora più frastornato quando gli si oppone la natura, che ostinata tende ad affermare la propria vitalità. Il senso d'allarme che deriva dalle fotografie è stemperato dalla stravaganza degli elementi chiave che arrivano a trasformare anche l'identità dell'uomo, e dall'ingenuità con cui lui, impassibile, vive non curante del futuro imminente.

Ci sentiamo confortati se lo sguardo contemporaneo dell'arte è rivolto ad un ecosistema da proteggere, per un'arte coscienziosamente "green".

Foto| Francesco Minucci e SienaFestival

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