Giancarlo Cazzaniga: un addio a mezza voce

Solo qualche parola, per ritrovare la gentile esistenza di Cazzaniga.

Giancarlo Cazzaniga | ritratto fotografico

La morte del maestro Cazzaniga è passata quasi in sordina in questo freddissimo dicembre 2013 e mi raggiunge come la musica triste di un sassofono lontano. Ho appreso la triste novella attraverso l'addolorata comunicazione della Galleria Cortina di Milano, che ne ha curato tante mostre, immaginando un tramonto personale avvenuto giovedì 5 dicembre. Era nato a Monza il 20 settembre 1930, Giancarlo Cazzaniga, uno degli esponenti del “Realismo esistenziale” attivo nella vita artistica e culturale non solo milanese e presente alla Biennale di Venezia nel 1962 e nel 1966. Ma è attraverso Milano che lo ricorso, nella città dove frequenta l'Accademia d'Arte Cimabue e tesse intense relazioni nel frizzante quartiere di Brera. Sarà proprio l'amico Aurelio Sioli, giornalista e critico d'arte, ad introdurlo alla famosa latteria delle sorelle Pirovini, in via Fiori Chiari, fulcro del dibattito culturale di quegli anni, un fervore che si allarga a storici luoghi come il bar Jamaica e il bar della Titta e che riassume l'atmosfera di tensione anelante dell'epoca. Sarà ancora nel capoluogo lombardo alla Permanente, nel 1958, invitato alla mostra "Giovani Artisti Italiani" e, nel 1959 aggiudicandosi il Premio San Fedele. Negli anni '60 la consacrazione della Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

Giancarlo Cazzaniga | 'Coltrane' jazz man, 1963, tecnica mista su carta intelata

Poi vennero i ’70, e a prevalere fu l'amore per la zona del Conero, iniziò a dipingere nelle sue tele l’azzurro del mare di Portonovo sovrastato dal giallo delle ginestre e tinse le sue tele con l'ostinata bellezza dell'Adriatico.
Una scomparsa senza clamore quella del "pittore delle ginestre del Conero" un'artista affabile e gentile, che avevo avuto modo di incontrare per l'ultima volta proprio qui a Parigi, in occasione del vernissage della sua esposizione "Il Maestro dei cieli e della natura", trionfo di gialli e di verdi presso la Galerie Orenda, in piena rive gauche. Negli occhi stanchi ma vivi il chiarore dei tanti anni trascorsi e la volontà di narrare ancora un mondo di meraviglie senza tempo.

Via | corriereadriatico.it

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