Ascensore sul Duomo di Milano: la lettera aperta di Giulia Maria Crespi al ministro Massimo Bray

Su Repubblica la missiva della fondatrice del Fondo per l'Ambiente Italiano al ministro della Cultura

Non si placano le polemiche sull'ipotesi di costruire un ascensore sul Duomo di Milano, per portare i turisti sul tetto. Turisti che in occasione di Expo 2015 aumenteranno notevolmente (cliccate qui per votare il sondaggio di 02Blog).

Da una parte c'è la Veneranda Fabbrica, che qualche giorno fa ha già spiegato il piano, con tanto di rendering: l'ascensore, il cui costo totale è di 4 milioni di euro già finanziati da sponsor privati, consisterebbe in un torre di tubi d'acciaio alta 70 metri che corre lungo la facciata del Duomo di Milano, senza toccarla. All'interno sarebbero poste due navette trasparenti per trasportare 21 persone alla volta. La costruzione del tutto, se partirà, durerà otto mesi.

Dall'altra c'è la soprintendenza ai Beni architettonici che ha già bocciato il progetto due anni fa, e che lo ha di nuovo respinto definendolo "problematico e inopportuno per una zona così delicata".

Al fronte del no si è unita oggi Giulia Maria Crespi, che ha scritto una lettera aperta al ministro della Cultura Massimo Bray pubblicata sul quotidiano La Repubblica. Eccone uno stralcio:

Per poter permettere al visitatore dell'Expo il panorama della città, a Milano esistono grattacieli ben più alti. Ricevere un numero tanto elevato di visitatori non potrà poi escludere la presenza di servizi e di un eventuale bar. Tutto questo sopra un luogo di preghiera.

Inoltre:


Ci rendiamo conto che la costruzione di un ascensore è anche un'operazione di marketing che oltre a tutto prevede il trasferimento del venti per cento del guadagno sui biglietti a uno sponsor privato? Ma al di fuori e al di sopra di queste considerazioni, chiedo a lei, signor ministro dei Beni culturali, se intende appoggiare il parere negativo informale del direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, Caterina Bon Valsassina, quello del soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio di Milano, Alberto Artioli, e della soprintendente per i Beni archeologici della Lombardia, Raffaella Poggiani.

Insomma, la faccenda di sicuro continuerà a far discutere. Si attende ora la risposta del ministro. Anche perchè, come ha confermato Gianni Baratta, alto dirigente della Fabbrica del Duomo, i tempi sono stretti e se non si parte subito, non si arriverà in tempo per Expo.

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