Sequestro a casa di un ex boss della banda della Magliana: recuperate 27 opere d'arte

Ernesto Diotallevi possedeva quadri di Giacomo Balla, Mario Schifano, Sante Monachesi e altre opere per un valore totale di circa un milione di euro

A casa di Ernesto Diotallevi, uno dei capi storici della banda della Magliana, è stato sequestrato un nuovo 'tesoro', dopo il sequestro di beni del valore di 25 milioni di euro avvenuto il 12 novembre scorso: si tratta di opere d'arte, per un valore complessivo che si aggira questa volta intorno al milione di euro.

Gli inquierenti hanno spiegato che la passione per l'arte era dettata

"non tanto da esigenze estetiche, quanto soprattutto perché le opere d'arte, non essendo soggette a particolari registrazioni, in molteplici casi sfuggono ai provvedimenti ablativi emessi dall'Autorità Giudiziaria, rilevando la loro presenza solo in una fase successiva, all'atto dell'emissione di specifici provvedimenti che colpiscono l'indiziato di appartenere ad associazioni mafiose, ovvero che risulti vivere abitualmente con proventi illeciti"

Si tratta in tutto di 27 opere, rimaste appese alle pareti e sparse per le stanze dell'appartamento in zona Fontana di Trevi del boss di una delle bande criminali più potenti degli ultimi trent'anni, attiva soprattutto nel Lazio tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta: tra le opere d'arte ci sono quadri di Giacomo Balla, Mario Schifano, Sante Monachesi, dipinti di scuola romana, campana e francese dell '800 e del '900, mobili di antiquariato di ingente valore, un pianoforte di mogano, tavoli intarsiati, specchiere, un trittico a tempera, e poi dipinti di Franco Angeli, Norberto Proietti, Ana Maria Laurent, Antonio Balbo detto 'Abate', Aldo Riso.

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