I lunghi capelli rossi di Alice Anderson alla Royal Opera House di Londra

Installazioni di Alice Anderson - Synapses

Le installazioni di Alice Anderson risultano inquietanti e ossessive, perché nascono da un disagio. Quello di un'infanzia infelice. Figlia di madre franco-algerina e padre inglese, in seguito alla separazione dei genitori, ha vissuto sempre con la madre nel sud della Francia, senza poter vedere e addirittura nominare il padre. A dispetto di un tratto caratteristico tipico anglosassone, quello dei capelli rossi (per i quali è stata anche presa in giro ai tempi della scuola).

Almeno il disagio infantile ha avuto una svolta positiva. Una volta adulta la Anderson ha tradotto questa parte mancante di infanzia (e di identità) in arte, e anche di successo. I suoi lavori stanno suscitando sempre più interesse, a livello nazionale e internazionale.

Che siano realizzate sotto forma di film, di fotografia o di installazione, le ossessioni-compulsioni dell'artista assomigliano a delle fiabe dell'horror, legate da un elemento autobiografico, quello dei lunghi capelli rossi.

Dal 2 al 5 settembre la Royal Opera House di Londra ospita un lavoro, come parte della Deloitte Ignite 2010, una tre giorni di arti contemporanee. Al suo terzo anno, il festival è incentrato sul tema della foresta. Ed è una foresta di capelli, l'installazione della Anderson, intitolata non a caso, Mother Web (opera non tanto indirettamente dedicata alla madre, con cui comunque continua ad avere rapporti di odio/amore). L'installazione site-specific, realizzata per il festival, rimarrà esposta per un anno nell'area Link. Nalla galleria del post, alcuni lavori rappresentativi dell'artista.

Alice Anderson - Royal Opera House di Londra
Installazioni di Alice Anderson - Synapses
Installazioni di Alice Anderson - Synapses
Alice Anderson - Rapunzel

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