Le sculture di David Bailey alla Pangolin London

David Bailey alla Pangolin London

Per me, come credo per la maggior parte del pubblico, David Bailey rimarrà sempre legato alla fotografia, e in particolare a quella di moda degli anni Sessanta della Swinging London. D'altra parte Antonioni si ispirò proprio a lui per tracciare le linee del protagonista Thomas, del film Blow-Up.

Ma Bailey, a 72 anni, ha ancora qualcosa da dire a livello artistico, anche se di tipo diverso rispetto al passato.

Si apre oggi al pubblico, e prosegue fino al 16 ottobre alla Pangolin London, David Bailey: Sculptures +, una mostra che raccoglie lavori recenti dell'artista. E come si intuisce dal titolo, il tema è quello della scultura.

Bailey non si definisce uno scultore, quanto un creatore di immagini, che in effetti è quello che ha fatto sempre e per cui è diventato celebre. Il mezzo è quindi per lui, irrilevante.

Tra le opere in mostra c'è anche un ritratto di Andy Warhol, Dead Andy. Una testa fatta con caramelle (jelly bean) e una lattina. La mostra ruota intorno al tema del teschio, sotto forma di scultura ma anche di fotografia. Lo stile ricorda molto l'arte primitiva, e credo che Bailey non nasconda questa influenza, dato che è sempre stato un estimatore e collezionista di questo tipo di arte.

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