Il Merz Barn di Kurt Schwitters presto installato alla Royal Academy di Londra

Il Merz Barn di Kurt Schwitters

A gennaio arriva a Londra alla RA, una grande retrospettiva sulla scultura britannica del XX secolo. Ci sarà modo di riparlare dell'evento più in là, visto che verrano esposti lavori di Jacob Epstein, Henry Moore, Barbara Hepworth, Anthony Caro, Julian Opie e un'opera del 1991 di Damien Hirst, mai esibita in precedenza dal titolo Let's Eat Outdoors Today.

Ma il post è l'occasione per parlare di un artista incluso nella mostra, Kurt Schwitters, la cui casa Merz Barn verrà riscotruita sotto forma di installazione temporanea nel cortile del museo.

Sono rimasta affascinata dalla storia di quest'uomo, artista quasi dimenticato fuori dalla Germania, nonostante il ruolo svolto alla sua epoca e nonostante la grande influenza che ha avuto su molti personaggi venuti dopo, da Richard Hamilton allo stesso Hirst. E' stato quest'ultimo, insieme a Antony Gormley, Anish Kapoor ed altri artisti ed accademici ad attirare nuovamente l'attenzione verso Schwitters.

Personaggio dada, entrò in contatto con molti artisti anarchici della Repubblica di Weimar, come George Grosz e Tristan Tzara. Come loro, Schwitters amava tagliare giornali, riviste, fotografie per assemblarle sotto forma di collage. Ma a differenza di Tzara e Grosz non era interessato alla politica, piuttosto alla danza, al teatro, all'architettura e alla performance che incorporava nella sua arte. Accumulatore compulsivo, raccoglieva e recuperava rifiuti di vario tipo, per utilizzarli a fini creativi (un precursore dell'arte del riciclo), tanto da trasformare la sua abitazione di Hannover, The Merzbau, in un campo di detriti.

Considerato un esponente dell'arte degenerata, sfuggì al Nazismo e si rifugiò in G.B. dove venne anche internato. Forse a causa della sua evidente eccentricità e del suo accento tedesco, a Londra non riuscì a farsi apprezzare dal circuito delle gallerie e in seguito al bombardamento della sua abitazione, cadde in depressione. Si isolò nella zona della Cumbria. Ma, dopo tanta sfortuna, trovò aiuto in un artista Harry Pierce, che gli offrì un capannone come studio. E qui nel 1947 ricominciò ad accumulare, costruendo qualcosa di simile alla sua precedente abitazione, chiamata in questa occasione Merz Barn. Opera rimasta incompiuta a causa della morte dell'artista avvenuta nel 1948.

Oltre alla mostra, all'impegno della comunità artistica e accademica, Ian Hunter sta lavorando al The Merz Barn Project.

Questa forma di isolamento, anche se espressa in modo diverso, mi ha fatto tornare in mente Montanari. Entrambi appuntamenti da non perdere.

  • shares
  • Mail