Giornata della Memoria al Memoriale della Shoah Berlino

Un labirinto inquietante per non dimenticare la Shoah.

Berlino è un monumento vivente all'orrore, ma anche uno dei luoghi per eccellenza nei quali esercitare il ricordo. Nella capitale del III° Reicht, testimone della ferocia di un'ideologia mortifera c'è un angolo da riscoprire con l'approssimarsi della Giornata della Memoria: il Memoriale della Shoah. Quasi totalmente rasa al suolo e incisa con le stimmate di una ferita chiamata muro e scandita attraverso una dolorosa divisione di filo spinato e posti di blocco nella dicotomia filo-occidentale (la Germania Ovest) e filo-sovietico (la Germania Est) che avrebbe caratterizzato il manicheismo del mondo intero, la città conserva scolpiti in blocchi lisci, di una freddezza disarmante, lo scoramento dell'umanità intera.
Tra la Porta di Brandeburgo e la Potsdamer Platz, c'è il Denkmal für die ermordeten Juden Europas en Allemagne, il luogo che perpetua la commemorazione dell'esistenza delle vittime ebree sterminate dai nazisti durante la Shoah. Costruito con un budget di circa 26 milioni di euro dall'architetto americano Peter Eisenman e dall'ingegnere Buro Happold riproduce la struttura di un campo esteso su un'area di 19.073 m2, sulla quale si innalzano 2.711 steli di cemento disposte a formare una griglia soffocante. Sono proprio questi blocchi grigi, lisci e privi di personalità, lunghi 2,42 m, larghi 0,95 m e di altezza variabile, da 0 à 4,7 m, a produrre un'atmosfera spiacevole. Si ergono come elementi di un gelido labirinto di morte, riproducendo l'alone triste delle tombe, ordinate meccanicamente in un sistema ipertrofico, che sembra aver perso ogni contatto con la dignità umana, mentre al di sotto giace la "Piazza dell'informazione" con i nomi di tutti gli ebrei che persero la vita, recensiti dal museo israeliano Yad Vashem.

Ebertstraße
10117 Berlin
Aprile-Settembre: martedì-domenica 10-20
ottobre-marzo: martedì-domenica 10-19
ingresso libero
Visite guidate: sabato 11 e 14; domenica 11, 14 e 16 (3,- Euro)


Photo by Marina Rania, che si ringrazia per la gentile collaborazione.

Via | berlin.de

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