Dall'inaugurazione di FotoGrafia al Macro, breve reportage

Giovedì 24 settembre ho fatto un giro al MACRO per l'inaugurazione dei due padiglioni del Mattatoio dedicati al FotoGrafia Festival. Ne approfitto per parlarvene un po', perché devo ammetere che ne vale la pena: un piacevolissimo attraversamento, fatto salvo per il terribile caldo sofferto negli spazi espositivi causa i condizionatori spenti. Ma questo non è affatto essenziale.

Il primo merito della mostra va alla sezione "Maps and Legends", curata da Valentina Tanni, per la capacità di selezionare lavori narrativi e poetici, a cavallo fra il mondo analogico e digitale. Penso a "Dad Napping" di Philip Toledano, lavoro del 2008 che racconta attraverso scatti integrati a testi gli ultimi mesi di vita del padre dell'artista. A "Facebook" di Filippo Minelli, una serie di fotografie in cui i nomi le principali piattaforme dei social network globali sono proiettate nel mondo fisico in modo semplice, suggestivo, ironico e azzarderei in alcuni casi simbolico: una per tutti, la mia preferita, è lo scatto dedicato a Twitter che campeggia su un muro bianco in una stanza affollata di tacchini (in primo piano). O ancora a "Danziger Straße" di Marco Cadioli, noto fotografo di Second Life che con il suo avatar ha scattato una serie di fotografie nella land di Berlino per poi posizionarle su GoogleMaps come fossero vere: Google le seleziona e si accorge solo dopo ben 10 mesi del falso. Concettualmente è il mio lavoro preferito. Segnalo inoltre "Restoration" di Ilkka Halso (Oslo), nella sezione "Bumpy Ride" a cura di Paul Wombell, in cui porzioni di natura (alberi, boschi) vengono ricoperte da strutture architettoniche di metallo (impelcature o serre) e la personale di Ed Templeton, "Deformer", a cura di Luca Carosella.

In sintesi se ne avete la possibilità, fateci un salto: l'esposizione rimarrà aperta fino al 24 ottobre e non c'è solo il Macro da visitare.

ps: Avevo fatto anche io delle foto per il blog - con un iPhone - ma come vedete non sono pubblicate. Sfuocate e mosse, mi è sembrtao di far torto a questi virtuosi dello scatto, così ho preferito lincare i lavori e lasciarveli dignitosamente scoprire attraverso il materiale di documentazione che per fortuna il festival mette a disposizione sul sito.

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