Venezia e l'Islam. Mille anni di storia

Gentile Bellini - Maometto IISi è aperta sabato, a Palazzo Ducale, la grande mostra “Venezia e l’Islam 828-1797”.

L’esposizione, che ha già riscosso ampio successo nelle precedenti tappe presso il Metropolitan di New York e presso l’Istituto per il mondo Arabo a Parigi, documenta un millennio di intensi scambi prima di tutto commerciali, ma anche artistici, scientifici e filosofici, tra la città lagunare e le civiltà arabe.

Si parte dal 828, anno in cui i veneziani trafugarono da Alessandria d’Egitto le spoglie di San Marco, e si arriva fino al 1797, quando Venezia, con il trattato di Campoformio, fu ceduta da Napoleone agli austriaci.

In mostra gli uomini con turbanti, inconfondibilmente orientali, dipinti da Carpaccio insieme ad altri uomini vestiti secondo la più classica delle mode del rinascimento italiano, o il temibile Maometto II, in un ritratto eseguito da Gentile Bellini in trasferta ad Istambul (cfr “Bellini and the East”, esposizione organizzata alla National Gallery di Londra l’anno scorso).
Il meglio della pittura veneziana, quindi, ma anche tanta scultura, cartografia, miniatura, gioielli, tessuti, tappeti, per un totale di duecento preziosissimi pezzi.

Ma l’opera d’arte che meglio di tutte racconta questa storia di affari, accordi diplomatici, guerre e pace, è Venezia stessa. Per questo i curatori hanno integrato la mostra con un itinerario alla scoperta dei luoghi che conservano tracce d'Oriente.

Venezia, palazzo ducale, fino al 25 novembre.

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