Parkour. Corpi urbani

Non so se vi è mai capitato di imbattervi in un Parkour o in un gruppo di Parkour. O se semplicemente sapere chi sono e in cosa consiste questo movimento. Io li ho conosciuti all'evento Love and kill your Town, grazie al bellissimo documentario "My Playground" di cui vedete sopra il trailer.

Parkour nasce intorno alla fine degli anni '80 in un sobborgo di Parigi quando Davide Belle, il suo fondatore, inizia ad applicare in un ambiente urbano le tecniche apprese da bambino mentre giocava nei boschi: da allora questo movimento ha fatto proseliti in tutto il mondo, che ne portano avanti la pratica e la filosofia di vita. Ma cerchiamo di capire in cosa consiste. Il parkour è un "tracciatore di percorsi" (traceur in francese). Il suo obiettivo è superare gli ostacoli che si frappongono fra un punto A e un punto B sulla sua strada in modo fluido ed efficace, usando il corpo: salti, arrampicate, corse. Immaginate tutto questo in un ambiente urbano: un albero, una panchina, le scale che facciamo ogni giorno, un muro, un cornicione, un tetto. Tutto diventa una superfice nuova, un nuovo punto d'appiglio, una nuova strada impensata da percorrere. La vita urbana è fatta di flussi regolati: immettersi nella metro, andare al supermercato, corsie, segnaletiche di ogni tipo, andare in ufficio... Ma i modi di arrivare da A a B sono potenzialmente infiniti e i percorsi continuamente da reinventare. Soli o in gruppo i parkour si muovono così nella giungla-metropoli in modo completamente inaspettato: vedendo il documentario non ho potuto che immaginarli come splendidi animali, terribilmenti consapevoli di ogni scatto.

Ma sotto c'è qualcosa si più profondo: una discipina mentale e fisica, una filosofia e soprattutto una pratica di riappropriazione dello spazio/tempo della città. Come gli artisti della strada tracciano i loro segni sui muri, o gli skater surfano sulle superfici cementate delle periferie rendendole oceani, così i parkour si riappropriano della città con i loro corpi. Corpi urbani in movimento perfettamente architettonici. Anche questo è détournement.

Per chi fosse interessato, ecco il sito italiano dedicato al Parkour.

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