MMAXXI. Uno spazio per l'arte del XXI secolo



MMAXXI
, il "MINI Museum of XXI Century Art", è un museo di nuova generazione. Come spiega il video sopra, la sua "architettura" è composta dai seguenti moduli: una cornice digitale da 7 pollici equipaggiuata da una pennetta USB da 4GB; un telecomendo; un adattatore; un adattore universale, un manuale d'uso.

Fondato e diretto dal critico d'arte e curatore Domenico Quaranta, questo particolare museo è pensato per le opere d'arte del XXI sec., opere che si esprimono, sono state espressi o possono essere espresse in forma digitale e quindi memorizzate attraverso pennette USB ed esposte usando cornici digitali. MMAXXI viaggerà di nodo in nodo spostandosi all'interno di un network di artisti accogliendo di volta in volta esposizioni personali dell'artista ospitante. Tutte le opere entraranno nella collezione permanente del museo, che ritornerà al suo direttore una volta finito lo spazio di memoria della pennetta USB (4GB): il diretore sceglierà il primo artista e da quel momento in poi perderà il controllo del suo museo che si svilupperà in modo autonomo in base alle relazioni degli artisti. La data di inaugurazione di questo museo nomade, temporaneo e replicabile è prevista il 15 ottobre, data in cui si svolgerà la prima personale: l'artista è per adesso ignoto

Difficile stabilire i confini fra l'opera, il processo, la riflessione e l'azione curatoriale, MMAXXI si interroga (e ci interroga) si temi di profonda attualità quali il copyrights, la proprietà, il networking, il modo di collezionare ed esporre le opere, di preservare e ricordare, di posizionarsi nello spazio-tempo e produrre la storia, sul ruolo e sulla forma del museo nel mondo contemporaneo globalizzato. Dando coraggiosamente una definizione di arte del XXI secolo in rapporto ai nuovi tecnologie: non tutta l'arte è nei media, ma tutta l'arte oggi può essere mediata.

Complimenti a MMAXXI e a Domenico Quaranta, seguiremo senz'altro l'evoluzione di questo progetto: tempo fa, l'inaugurazione del MAXXI qui a Roma mi ha portato ad interrogarmi sulla possibilità di un museo "del" e "nel" contemporaneo ed ecco che scopro un modello, una delle strade percorribili.

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