Rimosso il monolite di Francesco Visalli al Circo Massimo. Roma ci ha messo due mesi per accorgersene

La street art fa scuola. Più che altro come attitudine che indica di travalicare i confini del proprio studio d'artista, della galleria, del museo, per ritrovarsi nello spazio pubblico, al centro dell'attenzione, magari del pubblico visibilio.

Installare abusivamente un oggetto nello spazio pubblico? Niente che non sia già stato fatto in passato, ma – aldilà della qualità dell'opera, si innescano sempre una serie di dinamiche interessanti, perché chiamano in causa ciò che si può fare e ciò che non è permesso. La storia è 'semplice' quanto sorprendente. Dopo alcuni sopralluoghi, nella notte del 24 novembre 2014 l'artista Francesco Visalli (architetto di 54 anni residente al Prenestino) si presenta con un tir ed alcuni aiutanti di fronte al Circo Massimo. Sul camion trasporta un'imponente scultura di acciaio a forma di parallelepipedo, alta circa 3 metri pesa almeno 2 tonnellate. Con l'aiuto di fari ed appositi segnali stradali, Visalli colloca il suo monolite in omaggio a Piet Mondrian, denominato Place de la Concorde, in uno dei luoghi simbolo dell'intera umanità – protetto dall'Unesco, sullo sfondo le rovine del Palatino, le ville di Augusto, Tiberio e Domiziano. Lo fa senza chiedere permesso, lo fa senza essere minimamente ostacolato, e nessuno controlla. Nei giorni successivi né il sindaco di Roma Ignazio Marino, né la sua giunta, vengono a sapere della cosa e nessuno si occupa di scoprire se sono stati dati effettivamente dei permessi per “violare” un'area così vincolata con un oggetto “contemporaneo”.
Nel frattempo, dopo aver riso, gode e si gongola Visalli, la cui notorietà è improvvisamente in ascesa. L'artista emette un comunicato dal titolo Monumento al Circo Massimo all’insaputa del sindaco e sul suo sito spiega il concetto dei Monoliti Bifronte, che rendono omaggi ad artisti del passato.
Poi, all'improvviso, un servizio del Tg5 in onda lunedì 27 gennaio segnala l'installazione illegale e la notizia arriva fino in Comune. L'assessore alla Cultura Flavia Barca ordina il sequestro e la rimozione della scultura, promettendo di voler far luce sulla vicenda. Cosa ha spinto Visalli a questa azione – si chiede la Barca?
Certo la ricerca della visibilità, la trovata autopromozionale, sono alla base dell'azione della stragrande maggioranza degli artisti, Visalli compreso. Ma c'è dell'altro, Visalli ha voluto fare un esperimento che si conclude in una serie di denunce. Possibile che ci siano voluti più di due mesi prima che qualcuno si accorgesse del suo monolite? Possibile che la polizia non l'abbia notato prima dei sopralluoghi per la grande festa di capodanno? E del camioncino del paninaro, che scempia il panorama sul Circo Massimo e il Palatino, vogliamo parlarne?

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