La mostra di Larry Clark a Parigi e la censura

La mostra di Larry Clark a Parigi e la censura

Anche la Francia ha il suo Cattelan; o meglio: dato che il Catellan di turno ha un nome decisamente americano, Larry Clark, sarebbe meglio dire che anche i francesi hanno trovato il loro Catellan. Sì, perché sta facendo molto discutere la mostra del fotografo americano inaugurata pochi giorni fa al Mam (Museo d'arte moderna di Parigi), visto che il sindaco ha deciso di vietarla ai minori.

Il motivo? Le foto sono troppo esplicite perché un adolescene possa vederle. La fotografia di Larry Clark è così: diretta, coglie gli adolescenti nei loro aspetti più intimi, ritrae una generazione che si confronta col sesso, la droga, la violenza, dando vita a immagini quanti mao realistiche e ad effetto. Di tutta risposta il quotidiano "Libération" ha sbattuto in prima pagina una delle sue foto più famose.

L'aspetto paradossale è che la mostra vieta agli adolescenti di vedere se stessi. Nessuno più di loro, secondo me, può conoscere il mondo che viene rappresentato. A scandalizzarsi di fronte a queste immagini, semmai (e se uno scandalo ci deve per forza essere), sono evidentemente gli adulti, che si mettono a posto la coscienza con la censura.

Il risultato quale sarà? Che molti adolescenti che non hanno mai sentito parlare di Clark (e che alla mostra, probabilmente, non ci sarebbero mai andati) correranno su Internet a guardarsi le foto di questo americano. Una censura che paradossalmente fa molta pubblicità a Clark e ben poca alla Francia. Ognuno ha i suoi Cattelan.

La mostra di Larry Clark a Parigi e la censura

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