A Roma il trionfo dell'idiozia secondo Goya, Daumier e Grosz

Il trionfo dell'idiozia - catalogoNella sala d’Apollo di Castel sant’Angelo a Roma, si è aperta, la mostra “Goya Daumier Grosz. Il trionfo dell’idiozia” sottotitolo “Pregiudizi, follie e banalità dell’esistenza europea”.

Una mostra piccola ma molto interessante che riunisce incisioni, litografie e disegni di tre fra gli autori più caustici e satirici dell’arte europea.
Il titolo non è banale ed ha il pregio di incuriosire. Fosse stato “Goya Daumier Grosz. Satira della società europea dal XIX al XX secolo”, non avrebbe avuto il medesimo effetto.

Come fa notare Sergio Rossi, nell’introduzione del catalogo, l’idiozia è una componente dell’uomo presente in ogni epoca “almeno a partire da Aristofane, secondo il celebre detto che la madre degli imbecilli è sempre incinta”. E poiché di certo questa componente non ci ha ancora abbandonato, si può dire che questa sia una mostra di grande attualità.

Di Goya è esposta la famosa serie dei Caprichos e la meno celebre, perché incompiuta, delle Disparates cioè delle follie. Di Daumier tre serie che non conoscevo: Les baigneurs, Histoire ancienne e Pastorales. Di Grosz solo disegni “sciolti”, forse per evitare di dare alla mostra quella connotazione storicista che inevitabilmente avrebbero fornito le serie complete del maestro tedesco.

La domanda legittima che sorge visitando la mostra, e che lo stesso Rossi si pone, è se questi tre grandi artisti nel documentare, ciascuno nella sua epoca, il trionfo dell’idiozia e della follia, compiano una critica o un elogio della stessa. Cimentatevi nell’ardua sentenza.

A Roma, Castel sant'Angelo, fino al 23 settembre.

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