Basquiat, Warhol, Lichtenstein. L'arte contemporanea in fuga da Los Angeles


In un batter d'occhio a Los Angeles se ne sono andati tre collezionisti d'arte importanti, Dennis Hopper, Robert Shapazian, fondaore della Gagosian Gallery e Max Palevsky, pioniere della computer technology. Molti uomini di cultura hanno quindi lanciato l'allarme contro la dispersione delle loro collezioni, ma il processo è inarrestabile. Le istituzioni pubbliche infatti non si possono permettere di acquistarle e stanno andando battute all'asta.

Il 10 novembre da Christie's andrà battuto il pezzo di Basquiat del 1987 che vedete in foto qui sopra, di proprietà della famiglia Hopper. Dovrebbe fruttare intorno ai 6 milioni di euro. Dopo di lui se ne andranno anche Girl in Mirror (1964) di Roy Lichtenstein della collezione Palevsky (3 milioni di euro) e la Campbell's Soup Can (1962) di Andy Warhol di Shapazian (5-6 milioni di euro).

Purtroppo, nella West Coast, non esiste una grande tradizione filantropica da parte delle famiglie più abbienti. Soltanto Palevsky infatti aveva donato alcuni pezzi ai musei.

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