Guerrilla art per smascherare il greenwashing della Chevron

La multinazionale del settore energetico Chevron ha ben pensato di mettere in atto una bella operazione di Greenwashing, cioé di aumento della propria visibilità grazie all'attivazione di una “nuova” sensibilità verso tematiche a favore dell'ambiente e dell'ecoostenibilità.

La Chevron però ha fatto un piccolo errore. Ha affidato la campagna di affissione ad un gruppo di street artist, famosi per un forte impegno politico. Ne è nata così una campagna di subvertising (o pubblicità guerrilla), dove a fianco dei manifesti originali (con tanti buoni propositi ma poche verità) sono state affisse le foto dei disastri ambientali provocati dalle politiche energetiche in corso. E nessuna multinazionale è davvero pulita in questo senso.

La prossima settimana in America si vota ed il dibattito pubblico, su cui si sta molto spendendo anche Shepard Fairey, verte sull'approvazione della Proposal 23 in California. Questo provvedimento mira a delocalizzare la produzione di energia verde in California, con conseguente calo dei posti di lavoro.

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