Vincitori e menzioni d'onore. Reportage dal Piemonte Share Festival [Part 3]

Obligatorio, a questo punto, uno sguardo sulle due opere premiate dalla giuria composta quest'anno da Jurij Krpan (direttore artitico Kapelica Gallery, Ljubjana) - presidente, Andy Cameron (direttore creativo interattivo, Wieden + Kennedy, Londra), Bruce Sterling (scrittore e giornalista, Austin), Fulvio Gianaria (presidente Fondazione Arte CRT, Torino).

Opera vincitrice di Share Prize è "Luzes relacionais" di Ernesto Clar. Presente lo scorso anno fra i finalisti, Ernesto ha prodotto un'opera minimale ma profondamente interattiva e di grande impatto. Entrando in una stanza buia, due linee di luce si stagliano a forma di cono sul pavimento. Un sottofondo di musica bassissima. Toccando il cono di luce, ecco che inizia a muoversi proprio come una tenda o un velo in modo del tutto realistico. A me è successo un fato del tutto singolare interagendo con l'opera: avevo la sensazione che questo velo di luce fosse dotato di una sua pesantezza, letteralmente si spostarlo con uno sforzo fisico anche se minimo. Può questo una suggestione visiva? Usi di un'istallazione ambientale del genere potenzialmente infiniti: una per tutte, uno spettacolo di teatro-danza.

Menzione d'onore è andata invece all'originale "0h!m1gas" di Kuai Auson (Equador), opera del 2008 una colonia di formiche, posta in un ambiente di sorveglianza audio e video, si trasforma in un DJ collettivo creando un ambiente fono-reattivo in cui il fenomeno estetico dello scratching si sovrappone al fenomeno di stridulazione delle formice come meccanismo di comunicazione. Anche questa opera è stata inserita in un ambiente compltetamente buio: bellissima l'estetica dellistallazione, una serie di cubi di vetro comunicanti attraverso tubi, chiusa agli esterni da due piatti in vinile. Come sfondo, la proiezione visiva dell'ambiente video e audio sorvegliato.

+ 1 per l'allestimento di quest'anno a Chara Garibalidi: americane essenziali, due grossi cubi arancioni a racchiudere le opere premiate, la matita simbolo grafico dell'edizione riprodotta in dimensioni giganti 3D ganno saputo valorizzare al meglio lo spazio.

[Nel video: l'opening del Festival dove non stenterete a riconoscere le opere citate. Consiglio di guardarlo, è molto bello]

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