Riflessioni sulla Torino delle luci e dell'arte contemporanea

torino luci d'artista

Diciamo che questo articolo è un lungo post scriptum dal reportage in quattro parti dello Share Festival. QUando seguo un evento preferisco farlo fino infondo e generalmente faccio tappa fissa lì con un accanimento notevole.

Detto ciò voglio spendere due parole sul clima che respira Torino in quella che a tutti gli effetti è la sua settimana dell'arte contemporanea. Dall'anno scorso, una politica di governance concertata da Comune, Provincia e Regione ha indotto i diversi attori dell'arte contemporanea del capoluogo piemontese a realizzare contemporaneamente i loro programmi, sostanzialmente in concomitanza di Artissima. Non so quanto ne siano entusiasti i singoli attori, ma il risultato complessivo per chi si trova a transitare da quelle parti fra il 2 e il 10 novembre è una città in fermento, piena di eventi dal giorno alla notte, molti dei quali gratuiti.

San Salvario, con la gioiosa invasione di Paratissima (quest'anno sono saliti a ben 404 gli artisti che hanno aderito alla manifestazione, organizzando mostre e performance in diversi locali del quartiere - inclusi bar, pizzerie e case private), è imperdibile di notte: un formicolio di gente che entra ed esce da luoghi diversi, bivacca, beve, passeggia. Il punto forte di Paratissima risiede tutto nell'invasione virale degli spazi, in questo cortocircuito fra il quartiere, le sue attività produttive, gli appartamenti che "cambiano destinazione d'uso" diventando luogi di esposizione, gellerie temporanee. Alcuen volte con disappunto degli artisti: non tutti amano trovarsi catapultati in una pizzeria (come mi è capitatto di sentire dalla voce di un giovane fotografo), ma per me è prorpio questo il bello. Artissima, l'anima convenzionale dell'arte contemporanea, è un luogo frequentato, uno dei saloni dove l'arte incontra il mercato e i suoi possibili acquirenti. Ci ho fatto un salto e non posso dare un giudizio approfondito sulla proposta culturale, ma l'afflusso di persone disposte a pagare i 15 euro di ingresso mi è sembrato corposo e costante.

In sottofondo, c'è la Torino illuminata dalle luci d'artista che riserva sempre srprese e atmosfere particolari. In sintesi, dopo la mia seconda andata posso consigliare a tutti di passare da Torino in questa settimana di novembre: qualunque siano i vostri gusti e preferenze culturali e artistiche dovreste trovare qualcosa che vi soddisfa.

A proposito della politica messa in piedi dalle istituzioni, consiglio un occhio a questo sito, è interessante e c'è sempre una riflessione da fare sulla gestione delle politiche culturali degli spazi che abitiamo e attraversiamo. Il mio invito è per tutti e farci attenzione e ad imparare a leggere in modo critico i nostri contesti di vita.

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