Tarokki. Falsi contraffatti

Il tema del fake e della contraffazione mi ha sempre affascinato nella sua estrema contemporaneità. La mostra "Tarokki" di Antonio Riello, ospitata presso la galleria the Apartment dal 20 novembre prossimo fino al 15 gennaio 2011, ce ne offre un'interpretazione particolare: far diventare vero ciò che è falso.

Ne testo critico di Valerio Dehò, curatore del progetto espositivo, leggiamo: "Non si tratta di costruire delle false magliette Lacoste o dei falsi Rolex, l’artista ha inventato dei gadget che fanno diventare la vostra maglietta, il vostro orologio un Rolex o una Lacoste. In pratica si tratta di contraffare il contraffatto, di far diventare falso il falso, cioè di farlo diventare vero. Come dire che i falsi di Riello sono veri non solo in quanto opere d’arte, ma perché falsificano ciò che è già falso".

Nella foto che vedete in alto, la Panda rossa su cui campeggia lo smisurato logo della Mercedes è una spiegazione eloquente: d'altronde, come ci insegnano rudimenti minimi di logica e di linguistica, la doppia negazione affera, quindi falsificare il contraffatto equivale a renderlo "vero". La mostra consiste in 50 barattoli di latta contenente multipli di opere in serie linitata, che ogni aquirente puà scegliere per costruirsi la sua identità sociale, griffatissima e ovviamente... contraffatta.

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