Julian Assange, icona della controcultura pop


Proprio ieri vi avevo parlato della statuetta di Assange che ha fatto la sua comparsa nei laboratori presepiali di Napoli. Oggi invece vediamo altri due esempi di come l'attivista australiano (attualmente detenuto in Inghilterra in attesa di estradizione in Svezia) sia al centro di un processo di iconizzazione della sua immagine attraverso operazioni artistiche spontanee e radicali.

Ieri ad esempio, un gruppo di duecento manifestanti si sono riuniti a Brisbane, capitale del Queensland (Australia), indossando una maschera con la sua faccia, gridando: "Siamo tutti Julian Assange". Le maschere, semplici ed in due dimensioni, sono apparse anche a Londra, durante un sit-in di protesta alla Corte della City of Westminster.

Su Flickr si moltiplicano i manifesti digitali pro Assange, sottotitolati con frasi tipo “La verità verrà fuori” o "Se non lo sapevi, ora lo sai". Poi, sorpresa delle sorprese, a fianco dell'australiano si schiera anche l'ex presidente russo Vladimir Putin, definendo il suo arresto “ipocrita e antidemocratico”.

Nel frattempo, mentre la partita si gioca a colpi di bombing su protocolli http (proprio oggi gli attivisti pro Assange hanno colpito il sito di Sarah Palin e del governo svedese), il mese scorso era spuntato anche un lavoro di street art dedicato ad Assange. Si tratta di un poster a collage, che ha fatto la sua comparsa a Los Angeles e reca appunto la scritta “If you don't know, now you know”.

Photo by Ladron de Basura (Junk Thieft)
Julian Assange, icona pop controculturale
Julian Assange, icona pop controculturale
Julian Assange, icona pop controculturale

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