Blu censurato in California


Questa volta Blu l'ha fatta grossa. Era stato invitato a Los Angeles dal Moca (Museo di Arte Contemporanea), dove si sta preparando una grande mostra dedicata alla street art che aprirà i battenti nell'aprile del prossimo anno. Gli è stata offerta una grande parete e mercoledì notte ha completato il suo murale: una serie di bare da morto coperte da dollari a forma di lenzuolo, al posto delle classiche bandiere americane.

Il nuovo pezzo di Blu ha però avuto poche ore di vita. Prima ancora che si asciugasse la vernice, nella mattinata di ieri, è stato ricoperto di bianco. Perché? Una spiegazione pratica c'è. La parete del Moca in questione è quella esposta a lato Nord, dove si trova l'Ospedale dei Veterani dell'esercito americano. Non distante poi c'è anche un un monumento alla memoria dei soldati americani di origine giapponese che hanno combattuto nella Seconda Guerra Mondiale.

Dunque Blu è stato censurato in America e non sembra averla presa bene. Da un certo punto di vista l'artista è arrivato a 'dare noia', a farsi sentire, anche laggiù (ne guadagnerà in visibilità). Dall'altro però la vicenda è inquietante. Il paese che si erge a baluardo della democrazia e della libertà d'espressione rimuove un'opera d'arte che non offende i soldati, chi ha combattuto ed è morto in guerra.

Il lavoro offende e denuncia, con il linguaggio diretto dell'arte contemporanea, chi gestisce il potere e crea dal nulla, in maniera fantastica, i presupposti per attaccare uno stato, mandare uomini ad uccidere e morire, conquistare territori e fonti primarie. Purtroppo sono soprattutto i soldi che giustificano la morte di molti giovani statunitensi senza lavoro che si arruolano nell'Army. Le bandiere servono solo a nascondere.

Blu censurato in California
Blu censurato in California

  • shares
  • Mail