Sgombero Angelo Mai: cosa è successo mercoledì 19 marzo 2014

Sigilli allo spazio artistico e culturale romano che si trova in via delle Terme di Caracalla

Ieri, mercoledì 19 marzo, l'Angelo Mai di Roma - famoso spazio artistico e culturale della Capitale - è stato sgomberato.

Ecco uno stralcio del comunicato stampa reso pubblico ieri - e proposto contemporaneamente da più uffici stampa, che hanno offerto la propria collaborazione per 'farlo girare', iniziativa molto lodevole -:


"Questa mattina a Roma sono state sgomberate con un enorme e spropositato dispiegamento di forze dell’ordine due occupazioni abitative storiche della città di Roma che portano avanti un piano innovativo di autorecupero: uno in via delle Acacie (Centocelle), dove da tempo era stata occupata la scuola abbandonata Amerigo Vespucci, e uno all’Anagnina; decine di famiglie ora sono in strada. Decine di occupanti e attivisti fermati.

Contemporaneamente L’Angelo Mai Altrove Occupato_centro culturale di produzione indipendente_ attivo da quasi dieci anni, è stato posto sotto sequestro, adducendo a pretesto capi di imputazione gravissimi e totalmente infondati. Un forte attacco ai movimenti del diritto all’abitare, all’attività artistica e culturale prodotta dal centro di Viale delle Terme di Caracalla, alle lotte portate avanti da tutti quegli spazi che rivendicano autonomia e indipendenza.

Crediamo fermamente che le esperienze di innovazione sociale, artistica e culturale vadano valorizzate e non criminalizzate e crediamo che queste esperienze indichino un’alternativa concreta e praticabile alla crisi culturale e sociale che stiamo attraversando.

Crediamo che questo attacco denunci la fragilità, se non la totale inabilità, di una politica non in grado di comprendere la complessità del contemporaneo, che si esprime in luoghi di cultura e formazione indipendenti.

Crediamo che le istituzioni debbano tutelare e sostenere gli spazi che si fanno promotori di una rivoluzione culturale e politica.

[...]

L’Angelo Mai è innanzitutto un luogo d’incontro e di scambio dei saperi, che favorisce l’interazione tra generazioni e tra persone di provenienze differenti, un luogo di socialità diffusa, uno spazio che risponde al bisogno di confronto e di partecipazione della cittadinanza e di attenzione al territorio più prossimo accogliendo ad esempio gli incontri settimanali di un gruppo di ragazzi affetti da disturbi psicomotori, le rappresentazioni teatrali dell’asilo, le feste dei bambini del quartiere.

Rivendichiamo con forza la nostra legittima illegalità come forma non solo di resistenza ma di proposta vitale e di autodeterminazione"

Il sindaco della Capitale Ignazio Marino si è detto all'oscuro dell'operazione di sgombero (dell'Angelo Mai e di due palazzine, una in via delle Acacie, e una in Via Tuscolana), e ha precisato in una nota:

"Gli sgomberi sono inseriti nell'ambito di un'indagine condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, per presunte estorsioni condotte a danno degli occupanti. Senza entrare nel merito delle indagini condotte dalle autorità giudiziarie, verso le quali nutriamo la massima fiducia, Roma Capitale, è intenzionata a chiedere l'immediato dissequestro delle strutture sequestrate questa mattina"

Sul centro sociale, "importante presidio culturale cittadino, perfettamente inserito ed integrato nelle attività socio-culturali del territorio", Marino si è detto disponibile a trovare soluzioni condivise.


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