Carola Ghilardi e le sue bambole: intervista alla Chef Cocotte

cocotte, carola ghilardi

Pochi giorni fa vi ho parlato di Art Doll con il progetto "Cocotte". La segnalazione che era arrivata alla nostra redazione mi aveva colpito per il linguaggio delicato e l'autentico interesse per la cultura del giocattolo d'arte che vi avevo colto.

Ho subito deciso di contattare Cocotte per intervistarle e le mie aspettative sono state tutt'altro che deluse. Così ho conosciuto via mail Carola Ghlardi, illustratrice di professione e Chef Cocotte per vocazione. Il racconto di Carola scorre veloce e fluido, e mi appassiona. Leggo come da una mostra di illustrazione quasi per caso le bamboline diventano protagoniste facendo scattare la scintilla in lei. Come intorno a questa idea un piccolo nucleo di appassionati si sia pian piano formato: prima un falegname-restauratore, che si occuperà di darei "i corpi" alle bambole; poi le figure sartoriali, tre donne che curano il dressing e gli accessori delle bamboline: fra questa Olga Benedetti, classe 1930, che ha portato al gruppo "aneddoti e colori di un'epoca lontana", sembra una presenza bellissima; infine il web master: a lui il compito di tradurre in digitale lo stile e il gusto Cocotte...

Ma vi lascio scoprire da soli il resto dell'intervista: come sono prodotte le bambole, i materiali, il tratto grafico, le donne a cui si ispirano e come interpretano l'universo femminile. Solo un'ultima nota a margine: Carola non si è limitata a descrivere solo il suo progetto, offrendoci una panoramica ricca e interessante sulla cultura del giocattolo d'arte e segnalandoci link e approfondimenti: io stessa mi sono ripromessa di studiare con più attenzione alcuni spunti, in particolare gli esempi di Art Doll internazionali.

Buona lettura, con l'augurio di vedere presto realizzata una prima mostra by Cocotte: restituisco il mio grazie al piccolo e grazioso coro che ci è stato inviato.

- Domanda di rito: chi sono le Cocotte e "i" Cocotte (ci sono due uomini nell'équipe se non sbaglio), come vi siete incontrati e come nasce il progetto. Brevi presentazioni con i lettori

Il progetto nasce da un'idea di Carola Ghilardi, che sono io, illustratrice di professione. E nasce qualche anno fa quando, in occasione di una mostra dedicata alla figura femminile, realizzai la prima illustrazione della Cocotte. Il locale che ospitava la mostra mise a disposizione delle teche (là si esponevano anche piccoli oggetti di design come gioielli) e allo scopo di "riempire" queste teche tristemente vuote realizzai velocemente cinque Cocotte tridimensionali, create in fretta, con materiali che avevo a disposizione (polistirolo, tubi, fil di ferro). Il paradosso fu che alla mostra ciò che suscitò l'entusiasmo collettivo non furono le illustrazioni appese ai muri bensì le cinque bamboline, inserite all'ultimo momento.
Da lì, l'idea di approfondire questa "filosofia" giacché il contenuto già c'era. E di farlo in maniera precisa. Per cui cercai di progettare un'Art Doll che, nonostante fosse tridimensionale, mantenesse un sapore più grafico, bidimensionale insomma. Per questa ragione, la logica della semplicità della struttura di base.
Per il materiale cercai soluzioni naturali e il legno vinse su tutte. Uno dei due uomini citati è appunto Leonardo Romeo, il falegname e restauratore che mi ha aiutato nella preparazione dei "corpi". Successivamente sono subentrate le figure sartoriali ognuna con un suo stile ben preciso: Noemi Parroni, Cristina Grisley e Olga Benedetti (classe 1930, figura FONDAMENTALE anche dal punto di vista emotivo perchè ha portato aneddoti e colori di un'epoca lontana). Sulla base di bozzetti disegnati da me o in base a lunghe chiacchierate inter nos sono nate le prime 30 tipologie. I cappelli sono realizzati da me in cartapesta o in stoffa e le basi di ogni Cocotte sono dipinte a mano con un'illustrazione o una semplice texture, entrambe ispirate al soggetto della Cocotte.
L'ultimo personaggio maschile entrato nel progetto, Alessio Morglia, ci ha aiutato a realizzare il sito sull'estetica del quale ci siamo molto dibattute e che ha colto perfettamente il gusto che cercavamo.

- La cultura dei giocattoli d'arte: vi proponete di esportarla in Italia. Ci parlate un po' di questo filone e di come si è sviluppato in altri paesi? Quali sono per voi gli esempi più interessanti di Art Doll se guardiamo fuori dall'Italia?

Premesso che nel Nord Europa la cultura del giocattolo artigianale o quanto meno realizzato con prodotti naturali (legno e stoffa) non è mai tramontata, negli ultimi anni si è verificato un incremento esponenziale di questo fenomeno, soprattutto in Canada e negli Stati Uniti.
Il mondo degli Artistic Toys è vastissimo e si divide sostanzialmente in tre tipologie: gli artistic toys realizzati completamente a mano e in pezzi unici, quelli realizzati industrialmente in silicone o in vinile (su progetto dell'artista) e successivamente dipinti a mano (di solito per questa tipologia si fanno produzioni di 50 o 100 pezzi) e quelli interamente realizzati a livello industriale (sempre su progetto del designer) e di solito a numero illimitato. Ovviamente i prezzi variano a seconda della tipologia.

Noi di Cocotte apparteniamo al primo filone per scelta precisa.

Ti mostro qualche esempio.
Appartengono alla prima filosofia questo tipo di creazioni:
https://mujuworld.co.uk/

Alla seconda:
https://www.toysblog.it/tag/art-toy

Alla terza:
https://www.toyqube.com/

Qui blog vari sul tema:
https://www.adotravelingdollproject.blogspot.com/
https://toylife.co.uk/

Come vedrai, ci sono infiniti generi e stili e tecniche di riproduzione.
La differenza fondamentale è che all' estero è più naturale regalare a qualcuno un oggetto del genere. C'è più facilità a riconoscere un senso artistico anche in un qualcosa che non sia un "quadro" ma l'aspetto importante, che stiamo testando sulla nostra pelle, è che questi oggetti, quando visti, riscuotono entusiasmo quindi, forse, è solo questione di tempo e film come "L'Arte del Sogno" di Michel Gondry o l'italiano "L'uomo fiammifero" di Marco Chiarini aiutano a sviluppare quest'immaginario anche qui.

Trailer de L'Uomo Fiammifero:

Trailer de L'Arte del Sogno:

- Parliamo invece della Cocotte. Nel sito troviamo molte definizioni seguendo l'evoluzione della parola nel corso degli anni. Chi è per voi la Cocotte?

Cocotte è l'universo femminile.
Siamo partite da questa figura storica perchè l'aspetto che più ci affascina è come quella tipologia di donne, costrette più per necessità che per scelta nella maggior parte dei casi a vivere un'intera esistenza "di compromesso", riuscisse a fare spettacolo. Ad indossare una maschera teatrale. A rendere affascinante la loro condizione. E a divenire personaggi letterari, anche buffi, quando esasperati.
Proprio questa alternanza tra malinconia e ironia è ciò che crediamo essere alla base di ogni carattere femminile e abbiamo tentato di esasperarlo un po'.
Ad esempio nel trucco slavato degli occhi c'è la malinconia ma nelle espressioni globali del volto l'ironia.
È come se la Cocotte (e la donna in genere) saltellasse continuamente dall'atteggiamento "Prendimi sul serio" a quello dello "Sto giocando".


- Parliamo delle vostre bambole: materiali, vestiti, processo produttivo. Insomma tutto, da quando vengono ideate al prodotto finito, incluso il packaging che mi sembra molto curato.

Una parte del processo produttivo te l'ho raccontata nella prima parte. Aggiungo che, come vedrai dagli esempi che ti ho mostrato, la maggior parte dei giocattoli artistici e artigianali al 100% non stanno in piedi autonomamente. Anche quest'aspetto per noi era importante: per questo abbiamo inserito la base in legno, non svincolabile che ci aiuta a raccontare meglio quel personaggio (con l'illustrazione relativa) ma anche a poterla posizionare in ogni angolo della casa, che sia una mensola, un comodino o un tavolo, senza essere vincolati ad una parete d'appoggio o senza correre il rischio di ritrovarsela "afflosciata" da un lato. :)
Ogni pacco al suo interno contiene un regalino che arriva con la bambola: per quelle donne che si sentono principalmente "femme fatale" abbiamo pensato al ventaglio della Cocotte, per quelle che non rinunciano all'aspetto pratico nella vita c'è in omaggio il grembiulino della Cocotte.
Le scatole sono volutamente in cartone avana per richiamare il concetto di artigianalità e dipinte a mano sulla facciata superiore.
Le chips (le patatine protettive) sono ecologiche perchè abbiamo cercato di confezionare un prodotto il più naturale possibile.
Insomma, Cocotte cerca di discostarsi dalle produzioni seriali e anche quelle piccole imperfezioni (un nodo nel legno piuttosto che una cucitura poco tesa) per noi sono da considerarsi valori aggiunti.

Proprio per questo, ci vincoliamo a NON riprodurre mai l'esatta copia di una Cocotte venduta. Chi acquisterà la sua, sarà certo di esserne l'unico possessore e anche questo concetto è difficile da far passare in quanto siamo abituati ad avere decine e decine di riproduzioni identiche di uno stesso oggetto.

- Ultima domanda, una curiosità personale. Le Cocotte hanno tutte un volto simile: vi siete ispirati a una donna in particolare?

Sì, abbiamo deciso che alcuni elementi di riconoscibilità dovessero essere sempre presenti: la tipologia di trucco e il neo per esempio. Le nostre fonti di ispirazione sono, nell'ordine:
- Sally Bowles (protagonista del film "Cabaret" e interpretata da una splendida Liza Minnelli)
- Josephine Baker
- Betty Boop
- le Flappers degli anni '20.

Tutte donne che con Cocotte hanno molto a che spartire. Le Madri spirituali del progetto.

  • shares
  • Mail