L'elettricista di Picasso non mente, i suoi quadri sarebbero un regalo



 
Un tribunale francese ha cominciato a lavorare sull'inchiesta preliminare per scoprire in quali circostanze Pierre Le Guennec, l'elettricista che lavorava per Picasso, è entrato in possesso di alcuni dipinti del periodo blu, centinaia di disegni e collage del pittore. Nel frattempo, l'asta di alcune delle 271 opere, che era prevista per metà dicembre da Drouot, è saltata.

La vicenda però sembra essere giunta ad un punto di svolta e la versione dei fatti di Le Guennec troverebbe alcune conferme. Sarebbe stata la moglie Jacqueline Picasso (nella foto di David Douglas Duncan ritratta mentre insegna alcuni passi di danza al marito) ad aver offerto gli schizzi all'elettricista, facendogli un 'regalo in stile surrealista'.

Lo ha confermato il produttore televisivo Jean Bertho, che incontrò Jacqueline nel 1982 per motivi professionali. Allora la moglie gli offrì di scegliere una delle opere di Picasso e tenersela. Una pratica abbastanza abituale per Jaqueline, che in cambio di alcuni favori per l'organizzatore di eventi artistici, offriva i preziosi lavori (scarti?) del marito.

Il caso poi si infittisce con l'entrata in scena del barbiere personale di Picasso, Maurice Bresnu, che il maestro aveva soprannominato Nounours (Teddy Bear) e a cui aveva dedicato e regalato molti disegni. Morti Bresnu e sua moglie, i sei eredi iscritti nel testamento, tra cui figura anche un parente dei Le Guennec, si sono subito dati da fare per vendere il patrimonio del pittore catalano in loro possesso.

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