Orazio e Petrarca, nuove rivelazioni sulla Gioconda di Leonardo


Ogni anno ai aggiunge un nuovo tassello per risolvere il “complicato enigma” della Gioconda (le virgolette le metto perché sinceramente la Mona Lisa mi piace proprio così, misteriosa). All'inizio del 2011 non potevamo così mancare di presentarvi qualche nuova scoperta. Ross Kilpatrick, professore della Queen's University in Canada, a partire da alcuni riferimenti letterari presenti nell'opera, ha ipotizzato una nuova visione del capolavoro vinciano. Nel quadro ci sarebbero immagini ispirate alle opere di Orazio e del Petrarca. La tecnica sarebbe quella dell'invenzione, per cui alle spalle della Gioconda spunta un paesaggio arido, ripreso dall'Ode 1. 22 di Orazio e da due sonetti del Petrarca.

“Mandami in aride pianure, senza un albero che venga ristorato dalla brezza estiva, un angolo di mondo oppresso dalle nebbie e dall'avversità di Giove; mandami in una terra desolata, dove troppo vicino ruota il carro del Sole, Lalage continuerò ad amare, lei che sorride dolcemente e dolcemente parla". (Orazio, ibidem)

In entrambi i passi dei due autori si celebra una giovane donna sorridente, promettendo di amarla e seguirla in tutto il mondo, dalle montagne, ai deserti aridi, alle umide paludi. Sull'effettiva ispirazione del paesaggio sullo sfondo della Gioconda, gli esperti ancora dibattono. Le ultime indicazioni parlano della campagna aretina (terra d'origine del Petrarca), mentre la studiosa Carla Glori è convinta che si tratti del paesaggio di Bobbio, un paese ai piedi delle colline piacentine. Lo storico dell'arte Silvano Vinceti avrebbe infatti scoperto, ben nascosti (tanto che io non li vedo!) i numeri 7 e 2, nella campata del ponte di pietra. Secondo la Glori questo sarebbe un chiaro riferimento al 1472, anno in cui una devastante alluvione (con straripamento del fiume Trebbia) distrusse il ponte di Bobbio.

Nel frattempo, poco prima di natale, il professor Vinceti, del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali avrebbe dato notizia della scoperta di alcune lettere (L, S, CE, B...) negli occhi della Gioconda. Si tratterebbe di un codice con cui si indicano le iniziali di Bianca Giovanna Sforza, figlia illegittima di Ludovico il Moro. Ma altri studiosi hanno contestato la scoperta, dicendo che i cosiddetti simboli nascosti non sarebbero altro che crepe apparse nel dipinto ad olio nel corso dei secoli.

Dal mio personale punto di vista, credo che il futuro ci regalerà sempre nuove interpretazioni della Gioconda. Non penso d'altronde se ne abbia a male il grande Leonardo, che forse aveva previsto tutto questo e molto altro, per non farci annoiare.

Orazio e Petrarca, nuove rivelazioni sulla Gioconda di Leonardo
Orazio e Petrarca, nuove rivelazioni sulla Gioconda di Leonardo

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