Rosa Menkman. Quando l'arte è glitch

mimicking lofi aesthetics from Rosa Menkman on Vimeo.

Per molti l'errore è un problema, qualcosa da correggere e da eliminare. Per Rosa Menkman, giovane artista olandese (classe 1983), l'errore è arte. O meglio, Rosa è un'artista dell'errore. La sua materia preferita è infatti il glitch.

Per la sua prima personale, la Menkaman è in Italia, a Brescia, presso la Galleria Fabio Paris con la mostra "Order and Progress" dal 15 gennaio al 25 febbraio (curatela di Domenico Quaranta). Molti di voi avranno subito giustamente associato il titolo della mostra con la bandiera brasiliana, ed è così: da un lavoro sviluppato durante una residenza a San Paulo, Order and Progress è una riflessione ironica sull'ideoogia che guida lo sviluppo tecnologico a cui l'artista oppone un'esplorazione sulle conseguenze estetiche, culturali e politiche dell'errore. I suoi lavori sono un collage di incidenti di visualizzazione (frequenti nei media digitali), compressioni, feedback e altre forme di “rumore” con il risultato che ne percepiamo le conseguenze positive, loro valenza metaforica e semantica e il potenziale rivelatorio.

A Brescia anche la prima di Monglot, software realizzato da Rosa insieme a Johan Larsby: il video sopra ne mostra il risultato da una semplice ripresa in cui l'artista si spazzola i capelli davanti alla videocamera (un riferimento a uno storico lavoro di Marina Abramovic, Art Must Be Beautiful)

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