Cosa fare a Milano: una visita sui luoghi della Milano Romana, l'itinerario

Tutte le tappe per un tour archeologico alla scoperta dell'antica Mediolanum

a:2:{s:5:"pages";a:10:{i:1;s:0:"";i:2;s:18:"TAPPA 2 - Il circo";i:3;s:51:"TAPPA 3 - Il Museo Archeologico in corso Magenta 15";i:4;s:16:"TAPPA 4 - Teatro";i:5;s:18:"TAPPA 5 - Le Domus";i:6;s:24:"TAPPA 6 - Porta Ticinese";i:7;s:86:"TAPPA 7 - Colonne di San Lorenzo e portale di Sant'Aquilino in corso di Porta Ticinese";i:8;s:31:"TAPPA 8 - Chiesa di San Lorenzo";i:9;s:51:"TAPPA 9 - Sacello di Sant'Aquilino (in San Lorenzo)";i:10;s:21:"TAPPA 10 - Anfiteatro";}s:7:"content";a:10:{i:1;s:2113:"

Qualche settimana fa a Milano è stato restituito alla città il Foro Romano restaurato dell'antica Mediolanum, che sorge proprio tra le fondamenta della Pinacoteca Ambrosiana, nell'area compresa tra piazza Pio XI, piazza San Sepolcro e via della Zecca.

Domenica 4 maggio è stata promossa dal Comune una visita guidata gratuita da via S. Giovanni sul Muro (MM Cairoli), dove sorgevano l'antica cerchia muraria e la Porta Vercellina, costruite dopo l'ottenimento della cittadinanza romana nel 49 a.C. e che racchiudevano un'area di quasi 80 ettari (il perimetro era di circa 3.500 metri) ed erano circondate da un fossato dove affluivano le acque del Seveso. Per l'occasione il Museo Archeologico è rimasto aperto con ingresso libero e oltre 800 persone lo hanno visitato.

Insomma, a Milano è davvero possibile fare un tour archeologico alla scoperta della Milano Romana. Il percorso, inaugurato appunto domenica in vista di Expo 2015, offrirà ai milanesi e ai turisti nuove targhe, una nuova segnaletica a terra e indicazioni del percorso affisse in città e nelle fermate della metropolitana.

TAPPA 1 - Via Brisa

fig 3 20050203_124134 Resti palazzo via Brisa

Lì sorgeva il palazzo dell'imperatore Massimiano, che occupava l'area tra via Torino e corso Magenta. Il palazzo era sia la residenza imperiale sia luogo di rappresentanza, e comprendeva anche le terme private e il circo (l'equivalente dell'ippodromo) dove l'imperatore si mostrava ai sudditi. Di questo quartiere, rimasto almeno parzialmente in uso forse fino al X secolo, si conservano oggi a vista in via Brisa soltanto resti di un edificio di rappresentanza, dotato di impianto di riscaldamento ma molti resti archeologici sono ancora conservati sotto gli edifici circostanti.

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TAPPA 2 - Il circo

Tra via Circo e via Vigna sorgeva il circo, costruito alla fine del III secolo d.C. dall'imperatore Massimiano Erculeo, dove si svolgevano le corse dei carri fino al VI secolo d.C. Qui nel 604 d.C. viene proclamato re dei Longobardi Adaloaldo. Nei secoli successivi viene progressivamente spogliato e demolito. La sua definitiva distruzione risale probabilmente al 1162 d.C. ad opera del Barbarossa o dei milanesi stessi. Prima della riscoperta del monumento a partire dal 1939, si perde addirittura memoria della sua ubicazione, ricordata soltanto dai nomi di via Circo e delle chiese di Santa Maria ad Circulum e Santa Maddalena ad Circulum, sorte presso il lato curvo dell'antico edificio e demolite nel 1789.

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TAPPA 3 - Il Museo Archeologico in corso Magenta 15

Nel giardino sono ben conservati un tratto della cinta muraria massimianea e la torre 'di Ansperto', a ventiquattro lati. Le mura continuano nei sotterranei del Museo. La presenza in città dell'imperatore Massimiano e della sua corte alla fine del III sec. d.C. modificò profondamente l'assetto della città: la costruzione della residenza imperiale e del circo determinò lo svuotamento di alcune aree centrali della città e di conseguenza l'ampliamento dell'abitato ben oltre le mura repubblicane nel settore est, che venne circondato di nuove mura. La nuova cerchia raggiunse così un perimetro di 4.500 metri. A ovest la cinta muraria comprese parzialmente il circo di recente costruzione, che sul lato curvilineo, destinato anche a funzione difensiva, venne dotato di feritoie.

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TAPPA 4 - Teatro

Tra piazza Affari e via S. Vittore si trovano i resti del teatro, l'edificio pubblico più antico della città tardo repubblicana o augustea (metà-fine del I secolo a.C.). Infatti Milano, municipium romano dal 49 a.C., iniziò in quel periodo a dotarsi di edifici pubblici, sacri e profani. Il teatro, a pianta semicircolare, poteva ospitare circa 8.000 spettatori, che prendevano posto sulle gradinate sostenute da arcate e gallerie. Utilizzato per rappresentazioni teatrali, giochi, feste e riunioni, continuò a ospitare assemblee popolari fino al XII secolo, quando, in seguito alle distruzioni compiute dall'imperatore Federico Barbarossa nel 1162, se ne perse memoria.

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TAPPA 5 - Le Domus

In via Morigi 2 si trovano i resti di pavimento in battuto di malta con inserti di marmo. Delle domus restano tracce molto labili, che raramente e soltanto in parte consentono di ricostruire la planimetria delle case, soggette a ristrutturazioni, cambi di destinazione d'uso, distruzioni e ricostruzioni, a causa della continuità di vita della città.

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TAPPA 6 - Porta Ticinese

In largo Carrobbio sorgeva la Porta Ticinensis, l'unica porta della cinta muraria di I sec. a.C. parzialmente conservata. La torre, nota come 'torre dei malsani' perché annessa ad un lebbrosario, è alta 9 metri ed è attualmente inglobata in un edificio moderno. Costituiva la torre poligonale destra – per chi esce dalla città – della Porta Ticinensis, composta da due fornici (ovvero i passaggi) e da due torri laterali. La porta sorgeva all'incrocio di quattro assi stradali - quadruvium da cui l'attuale Carrobbio - due interni e due esterni, uno per Ticinum/Pavia, l'altro per Habiate/Abbiategrasso.

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TAPPA 7 - Colonne di San Lorenzo e portale di Sant'Aquilino in corso di Porta Ticinese

Il colonnato marmoreo davanti alla facciata di San Lorenzo è il monumento romano meglio conservato e più famoso di Milano. Fu eretto in epoca tardo antica (probabilmente nel V secolo d.C.) come prospetto dell'atrio antistante la chiesa, ma è costituito da colonne, basi, capitelli e frammenti di architrave molto più antichi, recuperati da un ignoto edificio pubblico della seconda metà del II secolo d.C. Sempre nel complesso è reimpiegato un altro eccezionale elemento architettonico in marmo, di provenienza sconosciuta ma appartenente in origine a un edificio pubblico della fine del I secolo d.C., ovvero il portale che introduce al corpo ottagonale della cappella di Sant'Aquilino.

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TAPPA 8 - Chiesa di San Lorenzo



La chiesa di San Lorenzo, nonostante i danni subiti nel corso del tempo, si conserva ancora in gran parte. La pianta, con corpo centrale quadrato su cui si aprono quattro esedre affiancate da quattro torri laterali e tre cappelle ottagonali, è la più antica testimonianza conosciuta di chiesa 'tetraconca' (con quattro pareti ricurve). Preceduta da un atrio oggi perduto con fronte decorata da un colonnato di reimpiego, l'edificio è stato variamente datato tra il IV e il V secolo. Studi attuali ipotizzano che la costruzione sia avvenuta nel periodo compreso tra il 390 e il 410 d.C.

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TAPPA 9 - Sacello di Sant'Aquilino (in San Lorenzo)



Il sacello è stato considerato un mausoleo imperiale per la sua forma e la ricchezza dell'interno, di cui ora si conservano solamente alcune tracce. Attualmente è possibile visitare, nel sotterraneo, anche la platea di fondazione su cui poggia l'edificio, formata da blocchi di pietra squadrati, provenienti in gran parte dalla demolizione del vicino anfiteatro. La cappella di Sant'Aquilino, che recenti indagini datano tra 390 e 430 d.C., si compone di un atrio a forcipe e di un corpo ottagonale all'esterno, articolato internamente in un alternarsi di nicchie semicircolari e ottagonali.

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TAPPA 10 - Anfiteatro



In via De Amicis 13 sorgeva l'anfiteatro, uno dei più grandi noti in Italia settentrionale, che sorse nel I secolo d.C. all'esterno delle mura cittadine. Nell'arena centrale ellittica, circondata da gradinate per gli spettatori, si svolgevano duelli tra gladiatori, lotte tra uomini e animali feroci, pubbliche esecuzioni di condannati ad bestias (cioè a essere sbranati dalle fiere) e addirittura battaglie navali. Nel corso del V secolo d.C. l'anfiteatro, che poteva ospitare 20.000 spettatori, venne spogliato dei materiali edilizi dell'anello esterno, reimpiegati per nuove costruzioni o per rinforzare la cinta muraria urbana. È stato ipotizzato l'utilizzo della struttura ancora in epoca longobarda (VI-VII secolo d.C.), forse come sede della guarnigione militare. Le imponenti fondazioni della struttura sono visitabili nel Parco Archeologico dell'Anfiteatro, al quale è annesso l'Antiquarium Alda Levi.

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