Obey, Shepard Fairey e i percorsi della fama

Qualche giorno fa un lettore ci ha scritto per chiederci come mai non ci siamo occupati della mostra di Obey a Roma... lo abbiamo fatto, eccome, Shepard Fairey - A Private Collection a Roma. Prendo spunto da questo episodio per una piccola riflessione sul nome degli artisti. Una tag, un nome breve, si ricorda meglio di un lungo nome e cognome. Ne sanno qualcosa writer e street artist, appunto.

Prendiamo come “termometro” Facebook. La pagina ufficiale di Obey Giant ha circa 50mila persone che la seguono (senza contare tutte le altre migliaia di persone sulle pagine non ufficiali), invece dietro al nome Shepard Fairey c'è molto meno interesse. Col suo vero nome il profilo dell'artista ha raggiunto da poco i fatidici 5.000 amici ed ha aperto una Fan Page. Vuoi perché si ricorda meno, vuoi perché Obey è Obey... e si ricorda meglio rispetto, per dire, a un Pierangelo Grottacelata...

Non me ne vogliate se, a corredo di questo post, mi sono divertito in cinque minuti a fare un piccolo fotomontaggio di un primo piano di Shepard a cui ho sovrapposto piuttosto brutalmente (con Gimp) la mascherina di Obey.

[Original Image: cliff1066]

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